Ecco, finalmente ora sappiamo come risolvere l’immenso problema dei rifiuti e, per di più, senza quella fastidiosa suddivisione in industriali o cittadini, riciclabili o pericolosi, eterni o riconquistabili dalla natura, miei o tuoi.
La perdurante crisi ci offre poi, inaspettatamente, un soccorso prezioso: una quantità considerevole di capannoni ad uso industriale/artigianale giace praticamente in stato di abbandono con l’inutile cartello appeso all’esterno: vendesi o affittasi. Alcuni poi sono stati sempre vuoti e inutilizzati: è stato sufficiente riscuotere la sovvenzione del momento e darsela a gambe come dispersi.

A questo punto è sufficiente individuare un piccolo proprietario di automezzo (possibilmente di una certa portata), anche lui in attesa di merce da caricare e trasportare (ha già fatto domanda per il reddito di cittadinanza ma gli hanno risposto ciccia): chi lo conosce lo indica sempre presente nel bar del paese, seduto al solito tavolo con l’immancabile birra da quattro soldi che consuma la schiuma in attesa di novità.
E la novità arriva: vestita bene, aspetto distinto, sorriso aperto e franco. Profuma pure di buono. Ecco, gli dice, io sto cercando un autotrasportatore, in proprio, disponibile a fare una cinquantina di viaggi, non troppo lunghi, con diversi indirizzi di carico e unica destinazione. Pago bene e non ho ancora attivato la fatturazione elettronica: “… tutte queste difficoltà elettroniche…”. E poi, la nafta è a carico nostro, ovviamente.
L’ultimo sorso di birra va decisamente di traverso al nostro abitudinario avventore di bar in attesa di reddito; quando si riprende, il signore distinto ha già in mano un paio di centoni e li tiene ben in vista: questi per le prime spese, un tot a mezzo lavoro e il resto alla fine: magari ci scappa anche un presentino. E così l’autocarro parte e sul sedile vuoto di fianco al conducente una copiosa lista di indirizzi: “Non devi far altro che suonare all’ingresso, dire che ti manda Sergio (alcuni mi conoscono anche come “Il Turco”) e attendere che il carico sia completato. Poi via al secondo indirizzo e così via. Dimenticavo, nessuna fretta e tempi di consegna sigillati: se tardi un po’ un colpo di telefono e siamo a posto”.

L’angelico discorso ricorre nella mente dell’autotrasportatore e gli ricorda la favola biblica della manna: non ci aveva mai creduto, ma sbagliava. E mi ha pure chiesto se avevo il ribaltabile! Certo che l’ho, ma a queste condizioni scarico tutto con le unghie. Al ventiduesimo scarico, si avverte un po’ di cattivo odore, ma si sa che ‘ste lavorazioni industriali…
Al saldo dopo l’ultimo viaggio (sempre pronto e puntuale!) c’è la prospettiva di un secondo turno di viaggi: la destinazione finale è un’altra, ma siamo stati tanto contenti del tuo lavoro che abbiamo deciso di ri-affidarci a te. L’avrebbe baciato! Ora, il signore distinto va in cerca di un paio di ragazzotti disperati, di quelli che ciondolano vestiti di buchi con attorno un po’ di jeans: solo il problema della scelta.
Una decina di bianche bustine ben confezionate, già pronte e di primissima qualità: basta guardarle che ti fanno sognare. “No, niente soldi, e che diamine, fra noi! ‘sta notte andate a gettare questa bottiglia chiusa con lo straccio là, in quel capannone, ma prima je date fuoco. Ma no al capannone! Alla bottiglia poi ve la date a gambe: io sto qua e quando vedo la luce ve do altre dieci bustine bianche. Cosa fatta: i buchi corrono più veloci dei jeans e poco dopo il finimondo. Tre auto-pompe, quattro auto della polizia più quella del magistrato svegliato nel cuore della notte. La puzza dell’inferno, le fiamme del peccato, il fumo di Satana (quello cattivo): neppure Dante è riuscito a immaginare tanto!
Fine della prima puntata.

E voi, poveri ambientalisti, gente per bene, amministratori seri e capaci, voi padri e madri di famiglia, che vi riempite la già ristretta abitazione di bidoni di vario formato e capienza per la raccolta differenziata, voi non avete capito nulla. Per non parlare poi di tutta quella serie di immensi contenitori che inutilmente occupano la sede stradale, quelli che si aprono solo con la tesserina, manco dentro ci fosse roba di valore! Ecco, davvero voi non avete proprio capito niente: lì dentro c’è proprio roba di valore. Basta usare la testa, fare leva sulla miseria umana, fare due più due… sembra che, dopo nuovi studi, due più due faccia cinque!

(Mauro Magnani)