Bologna. Con la manifestazione del Primo maggio si chiude una fase molto intensa di appuntamenti per la Fiom e un’altra si aprirà dopo la Festa del lavoro. Ne abbiamo parlato con il segretario provinciale Michele Bulgarelli.

“ Nelle scorse settimane  abbiamo convocato le assemblee delle zone di Bologna per affrontare al meglio gli appuntamenti che dopo la Festa del lavoro ci portano fino al 14 giugno giornate quando Fiom Fim e Uilm hanno indetto lo sciopero generale; con questa iniziativa intendiamo  mobilitare la categoria in vista della scadenza del contratto nazionale che scadrà il 31 dicembre di quest’anno. C’è una piattaforma precisa che chiede alle imprese un’attenzione agli investimenti e di evitare di scaricare la crisi lavoratori, chiediamo al governo un piano di investimenti pubblici che favorisca la investimenti privati in difesa di settori strategici, giustizia fiscale (la flat tax non è ciò che chiedono il lavoratori), insomma una piattaforma che parla al governo e al sistema delle imprese e che servirà a mobilitare la categoria anche la vista della scadenza dei contratti nazionali. A livello locale questi incontri sono stati l’occasione  per presentare a tutti i delegati la segreteria della Fiom di Bologna e di avviare in modo condiviso un lavoro sulla base del documento politico conclusivo del congresso della Fiom di Bologna al termine del quale avevamo detto di lavorare su due assi. Uno è l’estensione e la qualificazione della nostra contrattazione di secondo livello quindi vuol dire analizzare (abbiamo fatto una ricerca specifica) il perimetro delle aziende in cui abbiamo contrattazioni di secondo livello e allargare il perimetro e quindi coinvolgere un numero più ampio di lavoratori i lavoratori ed interrogarci, contemporaneamente su quali sono i temi nuovi che affrontiamo nella contrattazione con le imprese, L’altro asse è costituito dal tesseramento e dalla sindacalizzazione; quindi aumento del tasso di sindacalizzazione nelle aziende in cui siamo  presenti e l’obiettivo per il  2019 è di entrare in aziende dove non siano presenti E voglio ricordare che la Fiom a Bologna ha almeno un iscritto in 1598 aziende 1598 e aggiungo che il 60% degli iscritti lavora in aziende che hanno meno di 100 dipendenti, a testimonianza di un radicamento molto diffuso anche nella media e piccola impresa. Questi sono i temi portati all’attenzione delle lavoratrici e dei lavoratori.”

Cosa è emerso durante questi confronti?
“Era prima di tutto evidente il valore e l’orgoglio di avere oggi Landini segretario generale della Cgil e la svolta nella modalità di lavoro che ha dato a tutto il sindacato; da tempo noi chiedevamo di dare continuità all’azione sindacale, e oggi con Maurizio Landini  si percepisce questa importante svolta modo ed ancora ha rimesso  metto in moto l’organizzazione e ridato autorevolezza alla voce dei lavoratori e del sindacato, un sindacato intrecciato con tanti altri movimenti che si sono manifestati in queste ultime settimane e quindi non abbiamo un contesto in cui vediamo il 9 febbraio la manifestazione nazionale di Cgil-Cisl-Uil, il 2 marzo manifestazione a Milano contro il razzismo con la presenza visibile anche del sindacat e della Fiom, 8 marzo l’intreccio movimento delle donne e manifestazioni che riempiono le città, 15 marzo le piazze piene di studenti sul clima, 23 marzo la manifestazione, cui partecipa la Fiom a Roma contro le grandi opere inutili, 30 marzo Verona la società civile contro l’oscurantismo del congresso delle famiglie e il 1 maggio a Bologna la giornata di festa giornata di lotta che riattiva un percorso di tutte le categorie del mondo del lavoro, e poi i settori dell’edilizia hanno scioperato si mobilitano i dipendenti pubblici e i pensionati e appunto  con lo sciopero generale di metalmeccanici del 14 giugno riparte tutto il mondo del lavoro con una primavera di lotta e di mobilitazione e un altro elemento è la manifestazione per il sud indetta da Cgil-Cisl-Uil  il 22 giugno; assistiamo quindi ad una ripresa e nessuno dice aspettiamo sei mesi prima di manifestare ancora. Tutto questo, fra i lavoratori che si trasforma anche in un consenso diffuso per cui i segnali che arrivano sono di positività rispetto alla tenuta e anche alla capacità di fare nuovi iscritti.”

E per quel che riguarda la relazione con Cisl e Uil?
Ci sono ancora le ferite lasciate dagli anni della divisione degli accordi separati dei metalmeccanici ha voluto dire ferite profonde non da ultimo è arrivato il contratto Fca, che la Fiom non ha sottoscritto perché è un contratto che peggiorativo di quello nazionale dei metalmeccanici e che continua ad avere un aspetto non negoziabile e cioè l’azienda pretende di avere mano completamente libera rispetto all’organizzazione del lavoro e si riferisce ai turnisti, ai recuperi produttivi, alla mano libera per l’utilizzo di ferie e permessi dei lavoratori e il sindacato che ha firmato esiste solo  per gentile concessione dell’azienda ma  non può contestare le scelte dell’impresa. Rimane comunque il fatto che la domanda di unità sindacale c’è da parte dei lavoratori, soprattutto in momenti di difficoltà.”

E come viene valutata la situazione delle aziende?
“i segnali di preoccupazione per il quadro economico ci sono e i delegati segnalano un rallentamento complessivo dell’economia e inoltre si percepisce l’odio che viene fomentato attraverso la retorica del prima qualcuno. Si cerca di disfare una cultura della solidarietà e questo meccanismo, ora che siamo alle porte di un’eventuale crisi è molto pericoloso perché tende a legittimare  i comportamenti peggiori delle persone.”

(m.z.)