Imola. L’Assemblea degli anarchici imolesi, il Circolo studi sociali Errico Malatesta e l’Archivio storico della Fai propongono un Primo Maggio di lotta per affrontare i “problemi che affliggono l’economia italiana che si avvia ormai verso un’aperta recessione”.

L’appuntamento è per le ore 10 in piazza dell’Ulivo per il comizio. Seguirà il pranzo sociale e solidale all’Archivio storico della Fai ((via f.lli Bandiera 19 cortile, interno entrata dal parcheggio dell’Ospedale Vecchio).

L’appello
“Mancanza di sicurezza sul lavoro e sulle strade (13000 decessi in 10 anni, circa la metà “in itinere”), lavoro nero, espropriazione dei diritti dei lavoratori e riduzione del loro potere contrattuale, stagnazione dei salari, tasso di disoccupazione giovanile altissimo, mancanza di figure professionali specializzate in alcuni settori chiave come la sanità e l’istruzione, corruzione, estrema burocratizzazione, evasione fiscale, ecc. Non possiamo nasconderci il fatto che, la sfida, sia quella di riuscire a gestire una transizione positiva da un’economia che pone al centro dell’attenzione la produzione di beni industriali tradizionali ad una che basa la sua ricchezza sulla produzione di servizi, e ricalibrare tutto l’apparato amministrativo, economico e governativo in questo senso. Quello che manca è una visione d’insieme del problema. In un paese in perenne campagna elettorale non è possibile nemmeno pensare ad un piano di sviluppo di lunga durata che permetta di imprimere una direzione certa all’economia del paese, per ovviare ad una situazione di stallo che pare ormai strutturale. Oltre ai limiti e alle ingiustizie intrinseche del sistema capitalista, il principale problema dell’Italia pare essere rappresentato dalla scarsa qualità e dalle ridotte capacità di chi ha nelle mani la governance del paese. Il benessere dell’economia italiana non può e non deve essere calcolato solamente attraverso l’andamento della borsa o degli altri indicatori di mercato. Così come il valore di una economia si calcola attraverso la somma dei valori di tutti i soggetti economici presenti in tale economia, il benessere di un’economia non si può calcolare se non attraverso la somma del benessere espresso da tutti i soggetti presenti in quell’economia. Non esistono soluzioni forti o riforme in grado di eliminare le ingiustizie, gli squilibri, le aberrazioni della società capitalista-neoliberista globalizzata, solo lavorando e lottando per una società anarchica e libertaria potremmo dar forma, un giorno, ad un mondo migliore e viverlo appieno”.