A late night gambler plays the slot machines 03 May 2005 in Las Vegas,Nevada. AFP Photo/Paul J. RICHARDS (Photo credit should read PAUL J.RICHARDS/AFP/Getty Images)

Imola. La giunta comunale ha deliberato “di concedere la riapertura dei termini per la presentazione delle istanze di delocalizzazione da parte degli operatori interessati a trasferire le proprie attività imprenditoriali di sale gioco e sale scommesse, operanti sul territorio comunale”. Il provvedimento riguarda tutte le attività nelle quali avviene questa forma di gioco d’azzardo lecito, che si trovano a meno di 500 metri dai “luoghi sensibili” (scuole, centri di culto e di aggregazione).

La delibera prevede che le attività abbiano 180 giorni dalla data in cui la stessa sarà notificata alle ditte interessate, come termine ultimo per presentare l’istanza di delocalizzazione o, in alternativa, per la definitiva chiusura dell’attività. Il Comune si farà carico, infatti, di notificare la delibera direttamente a tutte le attività interessate, ai fini della decorrenza dei 180 giorni.

Come spiega l’assessore alla Legalità e Sicurezza, Andrea Longhi, “le recenti modifiche alla legge regionale n. 5 del 4/7/2013 “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate” hanno condizionato le scelte dell’Amministrazione comunale che, per evitare ricorsi o strascichi giudiziari, preferisce riaprire i termini per la delocalizzazione delle attività di gioco, che sono attualmente incompatibili per vicinanze a punti sensibili. In questo modo si permetterà alle ditte di rispettare la norma così come chiarita dalla Regione e il contemperamento tra interessi contrapposti, ma entrambi previsti dalla Costituzione, ovvero il diritto alla salute e il diritto di esercitare le attività economiche”.

Le novità introdotte dalla Regione con la delibera 68/2019 – Va ricordato che in precedenza, il Comune aveva individuato le attività ubicate a distanza inferiore a 500 metri dai luoghi sensibili e fissato al 21 luglio 2018 il termine entro il quale avrebbero dovuto chiudere l’attività nella sede attuale o delocalizzarsi.

Le attività esclusive di gioco d’azzardo lecito che devono chiudere o delocalizzare sono 7, dislocate in varie zone della città. A queste si sommano le oltre 80 attività economiche (bar, tabaccherie, ecc.) che dovranno “spegnere” le apparecchiature di gioco progressivamente, in base alla scadenza della concessione che hanno con l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS), successivamente incorporata nella Agenzia delle dogane e dei monopoli.

La Regione Emilia Romagna, con la delibera di giunta regionale 68/2019 del 21 gennaio scorso, ha introdotto nuovi elementi e strumenti che possono modificare le scelte per il futuro delle imprese attive nel settore del gioco d’azzardo lecito, che oggi dispongono di maggiori possibilità per programmare i propri investimenti.

In primo luogo, nel paragrafo “Mappatura dei luoghi sensibili e provvedimenti conseguenti sulle attività in corso”, la suddetta delibera della Regione ha inserito la previsione secondo cui “Nel caso di apertura di nuovi luoghi sensibili che si trovino ad una distanza inferiore a 500 metri da sale da gioco e sale scommesse e da locali in cui sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo lecito … i Comuni provvederanno ad aggiornare la mappatura dei luoghi sensibili e ad adottare i provvedimenti conseguenti ai sensi della presente normativa”.

In secondo luogo ha precisato che “al fine di salvaguardare gli investimenti effettuati e tutelare il legittimo affidamento degli operatori economici, l’aggiornamento della mappatura non ha effetto nei confronti di chi, nel rispetto della mappatura vigente, esercita l’attività o l’ha delocalizzata, per un periodo congruo a consentire l’ammortamento degli investimenti effettuati, comunque non eccedente la durata massima di dieci anni dalla notifica dell’approvazione dell’aggiornamento della mappatura”. Infine, ha ulteriormente precisato che “i Comuni, qualora i termini per le delocalizzazioni siano già decorsi, possono disporre la riapertura dei termini al solo fine di consentire a chi intende delocalizzare di presentare la relativa richiesta”. Una scelta fatta dalla Regione a salvaguardia degli investimenti e tutela del legittimo affidamento degli operatori economici. Da qui consegue la decisione dell’Amministrazione comunale di Imola di riaprire i termini per la presentazione delle istanze di delocalizzazione.