Imola. Sulla cacciata dell’assessore all’Autodromo e Sport Maurizio Lelli si è registrata una profonda divergenza, seppur al momento non definitiva, fra la sindaca Manuela Sangiorgi e il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle, mentre la sindaca ha affermato che “non c’è un caso Rosa Lucente, vi terremo informati” anche se l’assessora non era presente in aula perché ufficialmente in ferie.

Per il resto, nel consiglio comunale del 30 aprile, con il pieno di pubblico compresi il già on. del Pd Raffaello De Brasi e l’ex assessore alla Sicurezza della giunta in carica Ezio Roi, ci sono stati i duri attacchi del Pd alla Sangiorgi, un atteggiamento più tiepido da parte del centrodestra e un certo nervosismo fra i pentastellati da parte in particolare del consigliere Fabiano Cavina.

“A Lelli – ha dichiarato la sindaca – sono state revocate la nomina e le deleghe poiché si è interrotto il rapporto di fiducia sugli obiettivi politico-programmatici. Lelli aveva cuore e passioni, ma non sono stati sufficienti. E poi anche l’ex sindaco Daniele Manca aveva mandato via tre assessori durante l’ultimo mandato”.

Per i pentastellati, è intervenuto Valerio Giovetti: “Conosciamo il lavoro di Lelli, sempre presente alle riunioni con il gruppo consiliare dove ha reso conto delle sue iniziative che erano esattamente nel programma di governo del Movimento 5 stelle in particolare sull’autodromo dove si prevedevano meno giornate rumorose e più di apertura al pubblico con un bilancio di Formula Imola che doveva terminare in pareggio. Lelli ha contribuito in maniera significativa alla nostra vittoria elettorale dello scorso 24 giugno, la sindaca doveva condividere maggiormente le sue decisioni con il gruppo consiliare. Invece non ha dato le motivazioni nemmeno a Lelli, ora siamo preoccupati che i problemi della giunta di Imola influenzino in modo negativo le elezioni europee e amministrative in alcuni Comuni del Circondario. Se però qualcuno crede che ciò sia il preludio a una caduta della giunta, per ora rimarrà deluso. Chiediamo alla sindaca un incontro pubblico sulle problematiche e sulle scelte relative all’autodromo”. Toni soft, ma parole quasi come pietre.

Pesantissime e a muso duro invece le critiche della consigliera Pd Daniela Spadoni: “Sono stupita dal fatto che si parli in consiglio comunale delle questioni interne ai 5Stelle, qui dovremmo parlare ai cittadini dei problemi che stanno a cuore alla città. Giovetti ha detto chiaramente che Lelli ha lavorato bene, evidentemente la sindaca non ha a cuore chi l’ha portata sulla poltrona più importante della città. E non ricorra ai giochetti su Manca che non cacciò nessuno, ma raccolse le dimissioni per motivi personali di tre assessori”. Sempre nel Pd, ironico come sempre il capogruppo Roberto Visani: “La situazione politica è grave, ma non è seria. Da una parte ci sono i 5Stelle che sostanzialmente sfiduciano la sindaca e il centrodestra pronto a farle da stampella. E poi ci sono le situazioni dell’assessore Lucente da Cavriago che pare debba lasciare per una condanna di tanti anni fa in base al codice etico del Movimento, mentre l’altro assessore Andrea Longhi, pure lui con problemi sul codice etico, non ha alcuna intenzione di lasciare. Più che un Movimento, mi pare un Legamento”.

Sul pezzo è stato Giuseppe Palazzolo di Patto per Imola: “Nell’intervento di Giovetti ho contato ben 4 volte la frase ‘ci risulta che Lelli abbia agito bene’. A questo punto, se ne dovrebbero trarre le conclusioni. O il M5s raccoglie le firme di dieci consiglieri e presenta una mozione di sfiducia alla sindaca da votare in consiglio comunale, o una parte dei pentastellati si mette insieme col Pd contro la sindaca. Leggo da articoli di giornale dichiarazioni su Facebook di consiglieri M5s durissime contro la Sangiorgi. E il Pd non faccia da maestro: con gli ex assessori Cantelli e Lo Buono che se ne andarono, ci furono parecchi giri di valzer. Ora per salvare la situazione, il M5s faccia una bella ammissione di colpa e cominci a governare”.

Sulla stessa linea il capogruppo della Lega Simone Carapia: “Il discorso arrivato dai banchi del M5s è una sorta di sfiducia alla Sangiorgi. Non perdete tempo in battaglie interne, ma dite grazie a chi vi ha fatto vincere al ballottaggio (riferimento chiaro alla Lega, ndr). Volevamo il cambiamento e invece siamo di fronte a una restaurazione simile ai precedenti governi del Pd e ciò, come Lega, non ci sta affatto bene”.

Replica finale, a voce squillante, della sindaca: “Ci siamo trovati dentro a un Comune che era stato gestito male e io mi sono messa a servizio dei cittadini con cuore e passione, a volte ho fatto la cosa giusta anche se non portava consensi immediati. Sono stata eletta sindaca perché la gente si era accorta ed era stanca del fatto che nel Pd decidessero le cose in pochissime persone per tutti e adesso lo stesso Pd organizza una campagna di odio e diffamazione, mi vuole umiliare. Quando sono diventata sindaca, al Circondario il sindaco Pd di Medicina Onelio Rambaldi non si è dimesso da presidente per lasciarmi il posto che fino ad allora era toccato sempre a Imola e non mi ha nemmeno messa in giunta. All’interno del Con.Ami, fondamentale per la vita della nostra comunità, ho avuto 21 sindaci contro e ho vinto al Tar che non ha concesso la sospensiva chiesta dai 21 sindaci contro la mia nomina del CdA dell’ente di via Mentana. Volete far credere che in città ci sia uno stallo, ma non è vero, abbiamo fatto tante delibere importanti in soli nove mesi e abbiamo incontrato spesso le associazioni di categoria”.

Infine, il voto sul bilancio consuntivo: A favore 13 del M5s (non era presente Fabiano Cavina), contro Pd, Lega e Patto per Imola.

(Massimo Mongardi)