Venticinque anni fa, nel 1994, il “Maria Cecilia Hospital” di Cotignola (per tutti semplicemente Villa Maria), prestigiosa struttura sanitaria nata nel 1973 che in pochi anni era diventato un punto di riferimento apprezzato e riconosciuto a livello sia regionale sia nazionale, veniva accreditato presso la nostra Ausl per la cura delle principali emergenze cardiache, cardiochirurgiche e vascolari.

Già allora le autorità sanitarie imolesi sottolineavano che tale rapporto era giustificato non solo dal prestigio e dalla qualità di Villa Maria, ma anche dalla vicinanza territoriale tra Imola e Cotignola (24 km tra i due ospedali, con una viabilità molto favorevole e rapida).

Da allora migliaia di imolesi come noi, in auto o, più spesso, in ambulanza, hanno percorso questa breve distanza per ricevere tempestivamente cure specialistiche appropriate. Villa Maria è così entrata non solo fisicamente ma anche affettivamente “nel cuore” degli imolesi.

Dal 2006 ben diecimila cittadini del nostro distretto sono stati trattati a Villa Maria per patologie cardiache; di questi, il 90% ha avuto prestazioni di alta specialità vascolare. Se a costoro aggiungiamo quelli che sono stati accolti e curati dal 1994, anno in cui è iniziato il rapporto di collaborazione con l’Ausl di Imola, possiamo pensare a una cifra non lontana dalle ventimila persone. Ventimila persone che, con le loro famiglie, sono riconoscenti a questa struttura per le cure ricevute, decisive non semplicemente per la loro salute ma, talvolta, per la loro stessa vita.

Ebbene, chiacchierando con alcuni amici che come noi sono diventati “clienti” di Villa Maria, siamo venuti a conoscenza di voci su una possibile interruzione di questa collaborazione così positiva. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che la convenzione con Villa Maria possa cessare in concomitanza col prossimo avvicendamento del primario cardiologo dell’ospedale di Imola.

Per verificare la fondatezza di queste affermazioni abbiamo controllato sul sito internet della Ausl la voce “strutture private accreditate per il 2019” e abbiamo effettivamente notato che a differenza di altre realtà (come, ad esempio, il Centro Iperbarico di Ravenna o il Centro Medico Specialistico Bolognese) Villa Maria è assente. Nell’Art. 18 dell’ultima convenzione sottoscritta però si legge: “Il presente accordo, dal punto di vista normativo, decorre dal 1 Gennaio 2017 e ha validità fino al 31 Dicembre 2018, tacitamente rinnovato per l’anno successivo e salvo disdetta comunicata almeno tre mesi prima della scadenza mediante raccomandata A.R. da una all’altra parte”. Siamo nell’anno “tacitamente rinnovato ” ma entro settembre 2019 si dovra’ decidere se per il 2020 si intende comunicare la disdetta o continuare la collaborazione cosa che potrà avvenire o rinnovando “l’ accordo di fornitura Ausl Imola/Gruppo Villa Maria in materia di prestazioni ospedaliere di alta specialita” o utilizzando ancora la formula del tacito assenso. Questo significa che a settembre (…3 mesi prima della scadenza!) si deciderà se proseguire o meno la collaborazione.

Sappiamo bene che coi “si dice” bisogna sempre essere molto prudenti e noi naturalmente speriamo che queste voci siano infondate. Non vorremmo infatti che nella logica della città metropolitana, per accentrare le prestazioni sanitarie verso gli ospedali bolognesi di Sant’Orsola e del Maggiore, si dovesse sacrificare il consolidato rapporto con Villa Maria.

Senza entrare nel merito della qualità e della professionalità dei singoli ospedali, che è fuori discussione e non ci compete, resta la constatazione che i tempi di percorrenza non sono comparabili: non c’è alcun dubbio che il tempo necessario per raggiungere Villa Maria sia nettamente inferiore a quello che serve per arrivare al Sant’Orsola o al Maggiore di Bologna. E in questo campo, non dobbiamo dimenticarlo, i minuti pesano come pietre: l’accessibilità, la prossimità e la rapidità degli interventi possono salvare una vita o, comunque, limitare i danni futuri a chi è stato colpito da un malanno cardiaco.

Scriviamo questa lettera augurandoci di essere smentiti dai fatti.

(Valter Galavotti e Massimo Montanari)