Un’immagine del Pinocchio in legno e ceramica acquisito dalla Fondazione Carimola

Imola. “Un Pinocchio anziano con lo sguardo perso nel vuoto, seduto su tanti libri. Un’opera, dal titolo ‘Non ricordo’ che la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha portato in città e sarà visibile anche nella biblioteca comunale fino al 30 settembre 2019. Inoltre David Riondino, prendendo spunto da questo Pinocchio, farà uno spettacolo a Imola il 10 maggio”. E’ visibilmente e giustamente soddisfatto il presidente della Fondazione Carimola, Fabio Bacchilega, nel presentare una scultura molto particolare, risale al 2014, che ora diventa un patrimonio di Imola e per tale motivo la sindaca Manuela Sangiorgi lo ringrazia “perché promuovete sempre la cultura in città. In questo caso il fascino di Pinocchio è immortale, ha tante sfaccettature, penso alle tante bugie nel mondo dei social, quindi sarò sicuramente presente all’evento del 10 maggio”.

L’appuntamento per lo spettacolo di Riondino, con musiche di Patrizio Fariselli, “Conversazioni con un burattino di coccio” è alle ore 21, alla bibliteca comunale di Imola. Per partecipare allo spettacolo è necessaria la prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti telefonando allo 0542.26606.

Il responsabile del settore culturale e artistico della Fondazione Giuseppe Savini ha sottolineato come “noi cerchiamo sempre, con le opere che acquisiamo, di farle girare anche al di fuori del nostro palazzo. Riondino si è subito innamorato di questo Pinocchio, ha pensato a collegamenti con Collodi, ed eseguirà come sempre uno spettacolo colto, con spazio per le battute, insieme con un musicista quale Fabrizio Fariselli. Ricordiamo che i posti a disposizione sono 99 gratuiti a prenotazione obbligatoria”.

“E’ fantastico questo Pinocchio in ceramica meditabondo, seduto su libri in ceramica con ogni copertina un capolavoro – spiega il direttore della biblioteca comunale Gabriele Rossi -. Lo ospiteremo in biblioteca per quattro mesi. Il libro su Pinocchio fu iniziato nel 1881 e finito nel 1883 e nella nostra biblioteca abbiamo circa 250 titoli delle principali edizioni. Stiamo realizzando un opuscolo con le principali edizioni”.

Ed ecco uno degli artisti, Giampaolo Bertozzi: “Abbiamo cercato di realizzare una metafora contemporanea, un destino mortale per un burattino nel quale la gioventù non è per sempre. Abbiamo lavorato partendo da un teschio medico, poi invecchiando la pelle molto raggrinzita, c’è voluto circa un anno per prepararlo. Prima di decidere il copricapo giusto, ne abbiamo provati cinque”

E prendendo spunto dal titolo dell’opera Savini ha chiosato “chissà se quando dice ‘Non ricordo’ dice davvero la verità”.

(m.m.)