E’ una vetrina mondiale appetitosa per sponsor e addetti ai lavori, tante le nazioni che saranno collegate come le centinaia di milioni di utenti incollati alla tv, peccato che negli ultimi anni l’Italbici Spa abbia perso quote di “mercato”, a favore delle multinazionali Usa e asiatiche, per ciò che riguarda il businness legato agli “accessori” e soprattutto alle bici, di cui una è adatta alla salita, l’altra per il passo veloce e poi c’è quella per gli sprinter, tutti gioielli adatti sia per l’asciutto come per il bagnato del peso di 6 kg. e dal prezzo non definibile, ma che un amatore (pazzo) può però trovare nei negozi specializzati a non meno di 10.000 euro.

Per gli atleti il discorso è diverso, c’è il leader, il top rider (quello che vince) e poi alla fine i gregari; figure queste di secondo piano ma sempre gente che macina decine di migliaia di chilometri l’anno, a volte veri stakanovisti della disciplina che non hanno mai fatto la storia del Giro, ma che l’aiutano.

Dall’11 maggio al 2 giugno se ne vedranno quindi delle belle, ma su chi vestirà la maglia rosa 2019 alla fine della cronometro conclusiva di Verona i bookmakers delle due ruote non hanno dubbi indicando nell’olandese Tom Dumoulin l’uomo da battere; a detta loro il suo principale antagonista sarà il britannico Simon Yates già in rosa per una decina di giorni nella passata edizione, sia per le caratteristiche del Giro 2019 che saranno dalla sua parte sia perché supportato da una squadra forte come la Michelton-Scott.

Appena uno scalino sotto, i favori del pronostico vanno all’ex campione del mondo di salto con gli sci e gran primattore del Tour 2018, lo sloveno Primoz Roglic, che iniziata l’attività sulle 2 ruote in tarda età (22 anni) sta sbalordendo a suon di risultati gli addetti ai lavori; gli italiani quest’anno rischiano di restar fuori dal podio dei migliori, Vincenzo Nibali è in buona forma così come Fabio Aru ma sono pronosticati alla pari di una folta rappresentanza di altri atleti, di cui Alejandro Valverde è il nome più altisonante, quali Egan Bernal, Miguel Angel Lopez, Mikel Landa e Bob Jungels.

Come già accaduto in passato, la volata finale potrà deciderla anche il meteo, me che gli ultimi possano diventare primi come affermato da qualcuno di provata fede, è difficile e se forse in un passato (remoto) è stato profetizzato così, mai è accaduto nella vita reale e soprattutto al Giro d’Italia.

(Giuseppe Vassura)