Bologna. “Intelligenza della Salute” è il titolo della quinta edizione del “Festival della Scienza medica”, che si terrà a Bologna dal 9 al 12 maggio e il 14 giugno, 2019. Si tratta di cinque giorni in cui si susseguiranno incontri, conferenze ed altro, per tutti. Il fine è attirare il più alto numero possibile di persone e rendere loro accessibile e, si spera, comprensibile, cultura scientifica d’avanguardia, di tipo medico. Tutti gli eventi sono gratuiti e a ingresso libero fino a esaurimento posti, salvo differenti indicazioni.

Promotrice dell’iniziativa è l’università di Bologna, primo partner è “Genus Bononiae – Musei nella città”, attraverso il suo presidente, Fabio Roversi Monaco, già Magnifico Rettore di UniBo. Voci che circolano in ambiente universitario vedrebbero in questa occasione il momento ottimale per conferirgli la laurea “ad honorem” in Medicina e Chirurgia, in virtù della sua grande attenzione verso la Scienza medica, dimostrata per tanti anni. Sua sarà la presentazione inaugurale del festival giovedì, 9 maggio alle ore 18, nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo. Partner del festival e principale sponsor è CaRisBo, insieme con il Gruppo Intesa Sanpaolo e moltissime altre imprese.

L’evento complessivo vede in azione una vera moltitudine di personaggi di grande spessore, fra i quali sicuramente i più significativi sul campo saranno gli esperti, invitati a presentare ciò di cui si occupano: ci saranno più di 90 relatori, medici e/o scienziati, fra i quali tre premi Nobel. Il tema comune, suggerito dal titolo, è talmente inclusivo da non lasciar fuori praticamente nulla, rendendo possibile seguire comunque qualsiasi incontro come fosse isolato dagli altri. Una ricchezza di proposte veramente notevole, un programma ricco e articolato che tocca i campi più diversi, tutti protesi verso un futuro carico di aspettative.

La scelta potrà essere guidata dalle indicazioni fornite dal sito ufficiale dove, fra le altre informazioni, sarà possibile sfogliare il Programma, che indica, per ogni giornata del festival, tutti gli incontri, con nome dei relatori, titolo e contenuto della conferenza, ora e luogo. Tutto questo se cerchiamo già un evento specifico. Se invece vogliamo “esplorare” in anteprima il festival, per scegliere poi dove andare e che cosa ascoltare, potrebbe essere utile, prima di prender visione di tutti gli appuntamenti, la consultazione di “I capitoli del festival”, dalla tendina “Programma”, in cui compaiono “Le neuroscienze”, “Prevenzione, farmacologia e tossicologia”, “Intelligenza della salute” in senso più restrittivo. A questi capitoli ne vorremmo aggiungere almeno altri due, trasversali: La ricerca sui tumori e la loro cura, e un percorso nella genetica, che include il Dna e le cellule staminali, declinati in tanti modi diversi.

Ad uno sguardo più approfondito, vedremo infatti comparire il Dna in tutte e tre le letture dei Nobel invitati. Cominciamo dal biologo inglese John Gurdon (sabato11 maggio, ore 19, Salone del Podestà), Nobel per la medicina 2012, già da molto tempo passato alla storia per i suoi famosi esperimenti eseguiti su uova di rana e girini, che dimostrarono che il Dna delle cellule adulte si può riprogrammare, conoscenza fondamentale e indispensabile, molto tempo dopo, alla ricerca che ha generato le Ips (Induced pluripotent stem cells), le cellule “Staminali pluripotenti indotte”, oggetto del Nobel.

Sul profilo genetico individuale e sui nuovi problemi generati da tali dati sarà incentrata la lettura di Aaron Ciechanover (domenica,12 maggio, ore 11.30, Salone del Podestà), biologo israeliano premiato con il Nobel per la Chimica nel 2004 per aver chiarito il ruolo della proteina ubiquitina nel metabolismo proteico cellulare, in una parola il destino finale delle proteine all’interno della cellula.

Ancora il Dna sarà protagonista della lettura di Tomas Lindahl, scienziato svedese, Nobel 2015 per la Chimica per suoi studi sui meccanismi di riparazione del Dna, fra i primi o addirittura il primo a intuire e a dimostrare la sua relativa instabilità. Nella lettura conclusiva del Festival (venerdì, 14 giugno, ore 11.00, Aula Magna di Santa Lucia) lo scienziato illustrerà non solo come questi studi suggeriscano alcune terapie mirate contro il cancro ma anche il rapporto esistente fra instabilità del Dna e possibili forme di vita alternativa.

Restando nel campo della genetica, vogliamo sottolineare la partecipazione al festival di Luigi Naldini (venerdì 10 maggio, ore 15, sala della Cultura), direttore dell’Istituto Telethon San Raffaele, leader mondiale per la terapia genica, che in molti ritengono in odore di Nobel. Internazionalmente riconosciuto anche per la “medicina traslazionale”, ha esteso la terapia genica dal laboratorio direttamente al trattamento dei pazienti, per diverse malattie genetiche rare. Anche lui si appresta a far uso di cellule staminali per una terapia genica di seconda generazione, più sicura ed efficace, grazie anche all’ingegneria genetica di precisione.

E staminologo di fama mondiale è Michele De Luca (giovedì 9 maggio, dopo inaugurazione alle ore 18, Salone del Podestà), direttore del Centro di medicina rigenerativa “Stefano Ferrari” di UniMoRe, che si occupa da molti anni di cellule staminali epiteliali ed è punto di riferimento internazionale per la terapia cellulare e la terapia genica di molte patologie degli epiteli di rivestimento. Famose le sue prime applicazioni terapeutiche per la rigenerazione dell’epitelio corneale.

Lo sguardo più attento ad alcuni interventi significativi al Festival non vuole certo sminuire l’importante contributo dei docenti dell’UniBo. Non ci è possibile analizzare nello specifico un’enorme mole di informazioni, molte delle quali si trovano comunque nel programma. Vogliamo solo ancora ricordare la presenza al Festival di una ricercatrice di Imola, che risiede a Bagnara, professore ordinario di Chimica presso il Ciamician. Si tratta di Paola Ceroni, che si occupa di fotochimica, appartenente al gruppo del professor Vincenzo Balzani, ora non più in servizio, di cui molto ancora si dice. Paola prenderà parte a una tavola rotonda con altri scienziati di Bologna (venerdì, 10 maggio, ore 15.30, Sala di Re Enzo). Il tema riguarderà la ricerca di base, in particolare nuove fonti energetiche, le quali, pur non essendo direttamente collegate alla Medicina, ne costituiscono un presupposto imprescindibile.

(Carla Cardano)