Massa Lombarda (Ra). Per Daniele Bassi, questa è la quarta corsa a sindaco, in una città, che dal primo mandato (1995) è cambiata ed è stata attraversata come tutte le altre dalla crisi e dai mutamenti socioeconomici.

Cosa può dire del lavoro che fin qui ha fatto?
“Davanti agli occhi di tutti ci sono impegni assunti e rispettati, dai servizi alla persona che sono aumentati in qualità e quantità, alle rette che in alcuni casi sono calate e, comunque, mai aumentate. Siamo uno dei pochi comuni della nostra provincia ad avere la sezione lattanti del nido, le morosità praticamente azzerate, il polo scolastico di recente costituito per rafforzare la possibilità per le nostre famiglie di scegliere liberamente la scuola dell’infanzia dove iscrivere i propri figli. Per quanto riguarda la casa protetta continuiamo ad avere le rette più basse di tutta l’Unione dei Comuni  della Bassa Romagna, grazie alle scelte di bilancio compiute e, complessivamente, abbiamo aumentato i servizi per le fasce più deboli, come ad esempio il “pronto farmaco”, in collaborazione con medici di base, farmacisti, Auser. Le nostre scelte di bilancio compiute in questa legislatura ci hanno permesso di ridurre del 32% l’indebitamento procapite, grazie ad oculatezza e scelte rigorose. Abbiamo speso il 100% delle nostre risorse economiche in modo corretto, come ad esempio ogni euro in conto capitale che è stato investito per migliorare e riqualificare continuamente il patrimonio pubblico, per elevare la sicurezza reale e percepita con videosorveglianza tecnologicamente più efficace e diffusa, con supporto sistematico alle imprese, anche grazie ad accordi di grande valore e spessore, come il Patto Strategico per lo sviluppo economico e sociale e il Patto per la Sicurezza, che ci pongono all’avanguardia. Inoltre abbiamo sostenuto (con quasi 200 mila euro all’anno) le convenzioni con le società sportive che favoriscono l’avviamento alla pratica sportiva dei più giovani. Il nostro centro culturale ci vede peculiari su tutto il territorio della Bassa Romagna per prestiti di libri e, per aver favorito la promozione pubblica della lettura, da alcuni anni siamo “Città che legge”, titolo di cui andiamo orgogliosi. L’impegno profuso dal primo giorno di legislatura per favorire la partecipazione attiva e diffusa dei cittadini ha prodotto grandi risultati dal punto di vista sociale, culturale, civico e sportivo. Il tema dell’ambiente l’abbiamo tenuto in enorme considerazione, con risultati eccellenti. Ad esempio da alcuni anni siamo il comune della nostra provincia con la percentuale più alta di raccolta differenziata. E da questo punto di vista intendiamo concentrare ulteriormente i nostri sforzi nella prossima legislatura.”

Ci è capitato fra le mani un volantino che enumerava le richieste della lista alternativa al centro sinistra e abbiamo visto che vengono chieste cose che l’attuale amministrazione sta già facendo. In un certo senso può essere letto come un complimento al suo lavoro…
“Ho letto anche io bizzarre ricostruzioni e proposte “originali” da parte dei miei avversari. Ad esempio leggo che “i vigili saranno al servizio dei cittadini”. Mi chiedo, ora sono al servizio di entità metafisiche? Dico avversari al plurale, perché la candidata non l’ho mai sentita parlare, forse perché non essendo di Massa, non vivendo la città adeguatamente ha bisogno del supporto di altri. Mi fa comunque piacere che sia stato apprezzato il nostro impegno per quanto riguarda l’ex zuccherificio e l’immobile ex Adani. I fatti i nostri avversari scrivono che s’impegneranno su quel versante ; noi ci stiamo già lavorando da alcuni anni con risultati importanti. Forse se vivessero di più la città se ne sarebbero accorti. La verità è che per amministrare, guidare adeguatamente una comunità servono impegno, passione, conoscenza del territorio, competenza, esperienza. Non ci si può inventare da un giorno all’altro capaci di fare i sindaci o gli amministratori in genere. Oltretutto quando si deve sottostare alle imposizioni dei partiti, come Fratelli d’Italia per esempio, con il risultato di vedere in lista con i nostri avversari persone di altre province solo perché referenti in quei territori di quel partito. No, per amministrare una città serve ben altro.”

(m.z.)