Imola. Giuseppe Scarabelli è stato uno dei più grandi imolesi di sempre. Geologo, paleontologo e  archeologo, fu impegnato pure in politica come primo sindaco a piazza Matteotti e poi senatore del Regno dopo l’Unità d’Italia.

Come ha sottolineato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Fabio Bacchilega “storicamente c’è stato un legame forte fra Scarabelli e la nostra Fondazione visto che fu proprio lui nel 1855 fra i cinque fondatori della Cassa di Risparmio e pure direttore del giardino d’infanzia. Noi imolesi gli dobbiamo grande riconoscenza per ciò che ha fatto e quindi partecipiamo volentieri all’inizio delle celebrazioni che partono ora per il bicentenario della sua nascita avvenuta il 15 settembre del 1820”.

Il presidente del comitato del Bicentenario Scarabelliano Paolo Casadio Pirazzoli mostra “lo splendido busto in bronzo, lo ritrae circa a mezza età, che resterà in Fondazione fino al 24 aprile 2020 prima di essere collocato nel museo Cappellini di Bologna. E sempre il 24 aprile si terrà un convegno sulla figura del grande imolese nel salone grande di palazzo Sersanti”.

Un busto, quello di Scarabelli, che l’ultima pronipote rimasta Lia Linari Toldo dice di “apprezzare per l’espressione un po’ ironica che emerge, il suo fu un matrimonio di grande passione”.

Infine il direttore del museo Cappellini di Bologna Gian Battista Vai ricorda “come Scarabelli fosse introverso di carattere, al contrario di Cappellini, dunque nonostante l’imolese abbia lasciato molte opere fondamentali quali ‘La faccia della terra’ e fu il primo a cominciare a disegnare una cartina delle province d’Italia, finora non abbia avuto il giusto tributo ma è da considerare fra i primissimi e migliori geologi italiani dell”800 italiano”.

(m.m.)