La sede del Circondario in via Boccaccio a Imola

Tutti i dieci Comuni del territorio imolese, l’Asp e lo stesso Circondario, hanno associato alcune funzioni, tra le quali quelle relative al Personale, all’ente di 2° livello, il Circondario appunto.

“Dal 1° gennaio 2019 al personale di tutti gli enti associati sono state soppresse le indennità (particolari responsabilità, rischio, maneggio valori, orari disagiati) per concordare criteri di applicazione unici per tutti sulla base dei dettami del nuovo contratto nazionale di lavoro firmato a maggio dello scorso anno. Ovviamente le indennità sono bloccate, ma le funzioni indennizzate non sono state sospese, vengono svolte tutte regolarmente dal personale – spiega in un comunicato il sindacato autonomo Csa -. In inizio d’anno abbiamo svolto una serie di incontri che ha portato alla stesura di un documento (unico per tutti i Comuni ed enti circondariali) con i criteri di applicazione di tutte le indennità previste. Dopo questo accordo avrebbe dovuto far seguito il calcolo dei fondi di produttività degli enti per consentire, a ogni ente singolarmente, di applicare l’accordo suddetto e riattivare le indennità con le nuove regole. Abbiamo chiesto di procedere in fretta alla definizione dei fondi per la sottoscrizione definitiva dei contratti aziendali: un muro di gomma. Sembra passato tutto in cavalleria. Sono state create aspettative tra il personale, ma per ora abbiamo solo un documento che è come carta straccia se non lo si rende adottabile col calcolo dei fondi”.

Perfino la produttività 2018 slitterà al mese di giugno e, in aggiunta, con sensibili riduzioni – prosegue il Csa -. Mancano le commissioni paritetiche previste dal contratto nazionale e per le quali la parte sindacale ha da tempo indicato i propri rappresentanti. Manca l’accordo sugli orari di lavoro, anch’essi modificati dal nuovo contratto nazionale. Intanto sembrano partite, ‘in zona Cesarini’, le selezioni per ricoprire le posizioni organizzative che scadono il 25 maggio. ‘Sembrano partite’ perché è mancata anche l’informazione ai sindacati che non hanno ricevuto nemmeno l’informazione, dovuta, sulla delibera adottata dal NCI, impariamo ora, il 2 aprile con  l’approvazione dei criteri di pesatura e risultato delle posizioni organizzative. Dal 3 aprile si doveva partire. Rimpinguando in qualche modo l’ufficio relazioni sindacali. E  mandare avanti produttività e indennità assieme al rinnovo delle posizioni organizzative, alcune delle quali in servizi associati strategici e in sofferenza”.

Infine, conclude il sindacato autonomo “e poi ci sono i due presìdi di Medicina e Castel san Pietro che sono andati avanti da soli sulla chiusura dei contratti decentrati. Ma allora? Di che gestione associata stiamo parlando? Dal 27 maggio, dopo le elezioni amministrative nella maggior parte dei Comuni del circondario, anche gli organismi politici del Circondario dovranno essere ridefiniti. In questo modo l’ente si fermerà, anche per mesi e con esso l’operatività, fra le altre, della gestione associata del personale e questo a scapito dei dipendenti di enti e comuni circondariali. Il Csa non intende far passare sotto silenzio questo stato di cose: mancano pochissimi giorni per mettere al riparo almeno i lavoratori dal lungo fermo elettorale che ci aspetta. I vertici del Circondario, in scadenza, prendano responsabili decisioni di continuità politica, visto che non tutti i Comuni vanno a elezioni, in modo da garantire almeno una continuità operativa e decisionale che fino al rinnovo degli organi di indirizzo (Consiglio e Giunta) mandi segnali di buona amministrazione e di attenzione al personale accelerando l’approvazione dei contratti decentrati. Altrimenti non si capisce dove sta il vantaggio delle gestioni associate, se non le si sfruttano quando c’è l’occasione di farlo”.