Imola. Verde pubblico, atto II. Potrebbe tranquillamente intitolarsi così la vicenda che tiene banco da giorni sui social collegati al territorio. Dopo le perplessità avanzate dai cittadini per il ritardo negli sfalci, la sindaca Manuela Sangiorgi si era scusata, spiegando che le lentezze erano state causate dalle procedure amministrative per via del rinnovo del bando di gara.

Poi però, aveva rilanciato tramite un’ordinanza che pare aver fatto saltare la mosca al naso a qualcuno del suo stesso partito. Fabiano Cavina ad esempio, il “pasionario” consigliere comunale pentastellato pare non averla presa benissimo: “Sono basito, io da marzo, a casa mia taglio l’erba e faccio i trattamenti nei tombini per le zanzare, e da ieri, senza dire nulla a nessuno, ci arriva, a noi cittadini tutti, un’ordinanza che cita testualmente: chi entro e non oltre il 30 giugno non taglia l’erba, verrà multato , ordinanza in vigore da ieri a firma, sindaco di Imola. Ma la politica, può essere questo, una vergogna?”

Il post del militante grillino scatena un piccolo vespaio. A gettare acqua nel fuoco ci pensa l’assessore alla Sicurezza con delega all’Ambiente Longhi, che interviene in risposta a Cavina: “Lo sfalcio dell’erba è iniziato con una settimana di ritardo. L’ordinanza è una risposta fornita ad alcuni cittadini, che si sono trovati in forte difficoltà e che hanno presentato esposti nei quali rappresentavano che insediamenti loro adiacenti erano stati abbandonati dalle aziende proprietarie a seguito di problemi economici delle stesse. A titolo informativo, l’ordinanza viene emanata ogni anno, da diversi anni, proprio per evitare situazioni sopra descritte. Il Comune non ha nessun interesse a penalizzare i cittadini virtuosi. Anzi, attraverso questa ordinanza, vuole tutelarli a fronte di condotte di alcuni, che agiscono in maniera non conforme alle regole del patto sociale che sta alla base della civile convivenza”.

Nella bagarre, si inserisce anche lo storico militante pentastellato Favilli, da sempre critico con la sindaca, che ne approfitta per l’ennesima stoccata: “Salvini ha appena detto di chiudere i cannabis shop… serve meno erba”.

Tuttavia, ad onor del vero, l’ordinanza che prevede multe a chi lascia terreni privati incolti e sterpaglie secche, è datata maggio 2018, e pare quindi solamente rinnovata anche per quest’anno.

Tuttavia, motivo delle polemiche dei giorni scorsi non erano stati i terreni incolti e secchi dei privati (cosa che sì accade, in piena estate) bensì il mancato sfalcio del verde pubblico (aiuole, piste ciclabili, parchi pubblici).

(Aris Alpi)