Un falco pellegrino

Imola. I piccioni presenti in grande quantità, che sporcano e possono portare malattie con il guano anche alle persone, creano problemi in centro storico e non solo. “Molti cittadini si sono lamentati di tale presenza – spiega l’assessore all’Ambiente Andrea Longhi – e in un primo momento l’Amministrazione ha fatto ricorso a mangime che li rende sterili. Ma per essere efficace, tale mangime, deve essere incorporato tutti i giorni e quindi spesso non raggiunge il suo scopo. Così ci siamo guardati attorno e abbiamo notato che l’Umbria e stessa Bologna hanno migliorato la loro situazione grazie ai falchi pellegrini che sono predatori di tutti gli uccelli in volo e dei piccioni in particolare. Abbiamo quindi pensato a realizzare delle cassette in legno che possono fare da nido per i falchi i quali possono risolvere circa il 30% del problema. Per il resto, abbiamo emesso un’ordinanza con multa da 50 euro a chi viene sorpreso a dare cibo ai piccioni con lo scopo di dissuadere ed educare queste persone”.

Le prime cinque cassette-nido (che i falchi pellegrini non sanno fare da soli) sono state realizzate dai ragazzi, in particolare nella fascia dai 16 ai 25 anni ma pure quarantenni, che frequentano il Centro diurno per tossicodipendenti dell’Ausl a Casola Canina. Una grande casa di campagna dove, sottolinea uno dei cinque educatori Marco Bassani “i giovani possono creare, da vecchi armadi, cassette e vedere che stanno facendo qualcosa di utile che contiene anche il desiderio di sostanze stupefacenti. Ci sono anche laboratori di ceramica, ci si occupa della cucina ed è nato pure un progetto per il gattile”.

Le cassette-nido per i falchi pellegrini saranno cinque, nella speranza che tutte vengano occupate. La prima dovrebbe comparire già la prossima settimana in cima all’ex palazzo del Fascio su piazza Gramsci.

(m.m.)