Lugo (Ra). In extremis è entrato in competizione elettorale anche Mario Betti (già presidente Cna e un grande passato politico e amministrativo alle spalle) e giocherà la sua partita da capolista del Pri.

Un ruolo inedito, ma erano ormai nette le sue perplessità sul Pd del dopo Renzi.

Inizialmente pareva che volesse giocare un ruolo da vecchio saggio e magari limotarsi a dare qualche saggio consiglio; ragion per cui aveva dato vita ad un’aggregazione che, richiamandosi ad un sindaco repubblicano, chiedeva un forte cambio di passo a chi si proponeva per un secondo mandato (cioè Davide Ranalli).

Ma come spesso capita ai vecchi saggi, il suo monito non è stato recepito e quindi ha deciso di entrare in campo, magari in maniera ingombrante ma deciso a giocare un ruolo d’attacco e non certamente attendista o difensivo.

E allora eccolo al banchetto per parlare con gli elettori, forte di una competenza acquisita e riconosciuta e con ancora la voglia di innovare, tanto è vero che ci ha subito detto che al primo punto del suo programma c’è il tema del comune unico perchè considera assurdo continuare a governare un territorio con più di 100.000 abitanti con 9 consigli comunali che spesso, a suo avviso , non hanno alcuna capacità programmatica su temi fondamentali come quelli dello sviluppo e della crescita economica.

Ma non c’è solo spazio per la produzione, perché la sua storia lo porta a tenere ben presente la questione sociale, in particolare per gli anziani che vivono nelle frazioni di Lugo e che hanno le maggiori difficoltà quando si tratta di usufruire dei servizi ospedalieri e di assistenza. “va creato un trasporto pubblico per non correre il rischio di avere inevitabilmente cittadini di serie B.”

Va però detto che un candidato come Betti, un uomo che non rinuncia certo  dire quello che pensa ad alta voce, può essere scomodo in un consiglio comunale tutto sommato abituato alle tranquille routine che affidavano ai comunicati la voglia di confronto e di polemica.

Una cosa possiamo però sapere fin da ora se Mario Betti entra in consiglio comunale  (e, perché no in una possibile giunta di centrosinistra) il confronto franco, leale e schietto sono garantiti.

 

(m.z.)