Imola. La pioggia, a tratti scrosciante, non ha fermato il 34esimo Saggio finale di educazione stradale, andato in scena il 18 maggio mattina, per la prima volta, all’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”. A ‘saltare’ è stata solo la pedalata per un tratto di pista, ma tutto il resto del programma si è svolto grazie all’allestimento all’interno degli spaziosi box affacciati sul paddock dell’autodromo.

Sono stati oltre 200 i bambini delle classi quinte delle scuole primarie presenti all’evento, insieme a tanti genitori. Dopo il taglio del nastro di apertura dell’evento, c’è stata la premiazione della classe vincitrice del concorso grafico “Immagine sul Patentino del Ciclista: il segnale che vorrei”. A vincere è stata la classe 5^B Cappuccini con un disegno che rappresenta un segnale di obbligo (tondo blu) con all’interno un caschetto per la bici e lo slogan ”Se in bici vuoi andare…il casco devi agganciare”. Questo disegno è stato stampato sui Patentini del Ciclista e sulle magliette, che sono stati consegnati a tutti i ragazzi che hanno preso parte al Saggio finale di educazione stradale.

A premiarli è stata la sindaca Manuela Sangiorgi che in apertura di mattinata aveva portato il proprio saluto ai presenti. “Il saggio finale di educazione stradale è per i nostri giovani un momento di grande importanza perché sulla strada, come nella vita, la conoscenza delle regole, delle normative e il rispetto verso gli altri sono valori fondamentali – ha detto la sindaca Manuela Sangiorgi -. Un primario approccio con quelli sono gli assetti della società e della comunità che saranno, crescendo, parti integranti delle vostre vite di cittadini. Grazie al corpo di Polizia Municipale del Circondario, ai docenti e ai dirigenti scolastici, ai genitori coinvolti nel percorso di educazione stradale, a tutte le famiglie ed, ovviamente, ai nostri ragazzi che rappresentano il futuro più luminoso di Imola”.

Dopo quello del patentino del ciclista, la sindaca Sangiorgi, insieme ai vertici di Polizia Municipale, Polizia di Stato e Carabinieri ha premiato i vincitori del concorso fotografico “Obiettivo Sicurezza Urbana”, rivolto agli alunni delle scuole secondarie di primo grado del Circondario. A vincere è stata Rebecca Salomoni, della 1A delle scuole medie Sante Zennaro; secondo Ernesto Bignardi, della 3A delle medie “Simoni” di Medicina; terzo posto per Livia Bartoli della 1B delle medie Sante Zennaro; quarta classificata Victoria Cambiuzzi della 1B Sante Zennaro; quinto posto per Giacomo Dal Monte, 1B Sante Zennaro. A loro sono andati premi, a cominciare da una bicicletta alla vincitrice, forniti dagli sponsor che hanno sostenuto l’evento.

Da parte sua l’assessore alla Scuola, Claudia Resta ha espresso “soddisfazione per l’alta presenza di alunni e genitori, nonostante la giornata non sia delle migliori. Questo dimostra quanto sia importante l’educazione stradale e ci sprona a potenziare ancora di più questa attività, il prossimo anno, nelle scuole imolesi. Un grazie, a questo proposito, va alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, per aver sostenuto e finanziato il progetto di Educazione Stradale”. Poi, è stata la volta della Banda Musicale di Imola salutare gli studenti presenti. E dopo una lauta merenda, tutti nel paddock a vedere la seconda parte del programma.

 Dall’arrivo dell’elicottero dei carabinieri alla dimostrazione di Pronto Intervento – La seconda parte del programma è cominciata con l’arrivo dell’elicottero dei Carabinieri, che ha sfiorato il paddock, rimanendo fermo, immobile, a pochi centimetri da terra, prima di risalire in verticale e ripartire solcando il cielo sopra il paddock, volteggiando via. Subito dopo, si è svolta una dimostrazione di Pronto Intervento da parte dei principali protagonisti che quotidianamente salvaguardano la nostra sicurezza: Polizia Locale, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia stradale, Vigili del Fuoco, 118, CRI, Protezione civile, GEV, Volontari civici, volontari del centro anziani Tiro a segno. Sotto una pioggia a tratti scrosciante, queste realtà hanno simulato l’intervento per liberare il conducente di un’auto, simulato da un manichino, rimasto intrappolato all’interno della propria vettura, girata su un fianco, dopo essere stata colpita da un’altra vettura, poi risultata rubata, il cui conducente dopo l’incidente si è dato alla fuga.Ecco allora la chiamata di un passante al 118, che allerta subito anche i Vigili del Fuoco, che a loro volte chiamano la Polizia Municipale per i rilievi del caso. Vigili del Fuoco, ambulanza 118, Polizia municipale: è tutto un risuonare di sirene e di mezzi che arrivano sul posto dell’incidente. Non c’è  tempo da perdere, i Vigili del Fuoco devono liberare il conducente rimasto intrappolato all’interno della  propria auto. Dopo avere attivato tutte le procedure per la messa in sicurezza dell’auto e per la propria  incolumità, i Vigili del Fuoco liberano il conducente/manichino, dopo avere aperto la vettura come una “scatoletta”. La pioggia incessante non fa altro che rendere ancora più reali le condizioni in cui opera il  personale di queste forze intervenute.

I bambini delle scuole, in parte riparati sotto le tettoie dei box, assistono senza staccare lo sguardo dalla scena. Sono ‘rapiti’ dalle sequenze che avvengono sotto i loro occhi, dal frastuono dei mezzi chiamati ad intervenire, come in un film. Ma è realtà. La simulazione della realtà. Mentre il manichino che simula il conducente ferito viene caricato sull’ambulanza del 118, la Polizia Municipale dai primi controlli verifica che l’auto risulta rubata ed avverte la Polizia di Stato, che invia la Squadra Scientifica per i rilievi sull’auto. Poi arrivano i carri attrezzi per portare vie le auto incidentate ed infine una squadra di manutenzione stradale, che pulisce la strada e ripristina le condizioni di sicurezza. La simulazione è finita: questa volta a scrosciare sono gli applausi di bambini e genitori. “E’ stato una dimostrazione ben rappresentativa di come intervengono, in modo ben coordinato, le tante realtà che quotidianamente operano per salvare vite umane e contrastare  la criminalità e l’illegalità, ciascuno operando nell’ambito dei propri compiti specifici. Una dimostrazione utile ai bambini ma anche ai genitori” conclude Andrea Longhi, assessore alla Polizia Municipale.