Imola. Sono trascorsi pochi giorni da una delle manifestazioni sportive più importanti che hanno luogo sulla pista nata sulle sponde del Santerno e qua e là si leggono gli echi derivanti dall’evento. Purtroppo la manifestazione è stata danneggiata in maniera pesante dal cattivo tempo, fino a non permettere la manche domenicale della gara: un vero peccato sia per gli appassionati che per gli organizzatori i quali, tuttavia, non esitano a parlare di un successo di presenze mentre, da parte di quanti sono soliti esprimere dubbi sulla conduzione e sull’opportunità di continuare l’utilizzo della pista ai livelli attuali, si ricevono critiche e contestazioni.

C’è da dire che un punto degno di nota deve essere evidenziato: gli organizzatori quantificano in 72.000 le presenze di pubblico ma, cosa davvero strana e inspiegabile, la Siae non consente di rendere pubblico il quantitativo esatto di biglietti venduti. Un dato segreto? Privacy violata? Vistose differenze tra dichiarazioni venduti/presenze? Si resterà nel dubbio.

Una cosa è tuttavia certa: il rumore che invade la nostra vita viene sempre più monitorato, quantificato, ne vengono indicati gli effetti e, qua e là, si inizia a vedere la volontà di intervenire, in modo deciso, per la sua diminuzione anche a costo di effetti non trascurabili.

E’ di questi giorni la decisione da parte del Governo tedesco di interdire il transito di trasporto merci effettuato su materiale rotabile polacco in suolo germanico: troppo vecchi i convogli e decisamente obsoleti i sistemi frenanti che si avvalgono a tutt’oggi di dischi in ghisa che, al momento dell’attrito frenante, producono rumori giudicati pericolosi. Da notare pure il termine di interdizione, davvero insolito: una volta tanto non si parla di lunghi periodi o di dilazioni importanti, ma si pone il limite all’anno prossimo. Dal 2020 i vecchi carri merce polacchi non potranno più transitare sui binari tedeschi: un danno non da poco per la Polonia che ha già manifestato la propria contrarietà alla decisione e minaccia ricorsi in sede europea. Quello che si desidera sottolineare è che si sta parlando di un rumore che viene quantificato in 55 decibel (dB) e prodotto a scopo commerciale, quindi produttivo e assolutamente non a fini sportivi.

Secondo l’Agenzia europea (EEA) bel 16.000 casi di decesso, a base annua, sul territorio dell’Unione sono dovuti al rumore e afferma che occorrerebbe portare la soglia di rumore ai 54 dB durante le ore diurne e 44 durante la notte. Qualche precisazione: ogni 3 valori di dB il livello di rumore raddoppia e la soglia “tollerabile dei 54 dB fa sorridere se si pensa che durante le manifestazioni sportive di motociclette o auto dotate di motore a scoppio la soglia degli 80 o 90 dB rappresenta la normalità, con punte che possono anche superare i 100 dB. L’Agenzia Europea sottolinea che la presenza di eccessivo rumore provoca disturbi del sonno, sviluppo di malattie cardio-vascolari e sottolinea il rischio di “compromettere l’apprendimento nelle fasi di sviluppo dei bambini”. Considerando che la presenza di istituti scolastici nei pressi della pista “Ferrari” è massiccia, forse sarebbe opportuno riflettere, valutando pure l’aspetto, non secondario, che la natura del rumore, nel caso Imolese, non ha origine economico/commerciale e quindi produttiva, ma di semplice svago.

Comunque la Germania ha intenzione di intervenire in maniera pesante anche sul proprio sistema di trasporto, proponendosi di ridurre drasticamente il trasporto merci su ruota: i treni tedeschi, più recenti e tecnologicamente avanzati, sono molto meno rumorosi dei vicini polacchi: meno inquinamento acustico e ambientale quindi. Da quelle parti si parla meno e si agisce di più.

(Mauro Magnani)