Imola. Il film documentario “La regina di Casetta” (regista Francesco Fei, produttore Alessandro Salaorni) torna il 21 maggio alle 21, sempre alla sala Bcc di piazza Matteotti (ex cinema Centrale). Dopo aver riempito la sala alla ‘prima’ del 4 aprile scorso ed avere ricevuto un’accoglienza davvero entusiasmante (in molti non riuscirono ad entrare per limiti di capienza), ora viene riproposto nella programmazione normale di sala.

Il docu-film è dedicato a casetta di Tiara ed è incentrato sulla vita di Gregoria Giorgi (la protagonista, vedi foto), la più giovane di una manciata di residenti rimasti stabilmente nel piccolo borgo di antichissima origine alto medioevale. Nel frattempo il film, co prodotto da Rai Cinema, ha collezionato e sta collezionando altri premi. Dopo il Festival dei Popoli di Firenze, al Trento Film Festival ha ricevuto il Premio Speciale Dolomiti Unesco e il Premio Genziana d’Oro del Cai.

“Sono davvero onorato di avere promosso questo evento e desidero nuovamente ringraziare coloro che con me hanno collaborato alla prima proiezione del 4 aprile scorso, Università Aperta, il Cai, Sabato Sera e la Bcc Ravennate e Imolese – spiega l’architetto Fabrizio Castellari – senza i quali non sarebbe stato possibile portare il film a Imola. Il grande successo di attenzione e di partecipazione, davvero oltre ogni attesa, ci dice che ne è valsa la pena”.
“Abbiamo portato il film anche per premiare l’affetto che gli imolesi da sempre riservano a questo piccolo gioiello di architettura, ambiente e paesaggio della Vallata del Santerno – conclude Castellari -. Casetta di Tiara è una comunità con una storia ricca e intensa, dal primo insediamento alto medioevale fino al Novecento, con le poesie Dino Campana e le battaglie per la Liberazione, tutti aspetti che vengono ricordati ogni anno, nell’ambito della festa del paese, la prima domenica di luglio. Questo film,  e soprattutto il coraggio di Gregoria, la giovane protagonista sono anche un appello a salvare dall’abbandono e dal degrado quell’Italia profonda, meravigliosa quanto i siti più blasonati, fatta di comunità minuscole, altrimenti destinate all’estinzione”.