Il Con.Ami è ancora il “porto delle nebbie” dove da quasi un anno si assiste a una lotta fra la sindaca pentastellata di Imola Manuela Sangiorgi e alcuni altri sindaci. Nella seduta del 21 maggio, convocata dalla Sangiorgi, si sono presentati 14 sindaci soci (tre dei quali via telefono) che hanno garantito per un’oretta il numero legale e la possibilità di nominare i CdA delle società controllate Bryo sull’energia e Sfera sulle farmacie.

Quando si stava per affrontare l’argomento Con.Ami, così almeno sostiene la Sangiorgi con un video postato su Facebook, tre primi cittadini (Fausto Tinti di Castel San Pietro, Davide Missiroli di Brisighella e Fabio Anconelli di Solarolo) si sono alzati e sono usciti dall’assemblea adducendo diverse motivazioni. Dunque, è venuto a mancare il numero legale.

Un atto grave, secondo la sindaca di Imola, “perché si doveva discutere e votare il bilancio consuntivo 2018 propedeutico alla distribuzione di utili in tutti i 23 Comuni soci e affrontare il tema cruciale degli investimenti. Oltre al bilancio, non abbiamo nemmeno potuto parlare della barriera di mitigazione acustica all’autodromo che è iscritta all’ordine del giorno dall’11 dicembre del 2018, fondamentale per tutelare i residenti vicini al circuito e pure l’indotto, quindi Imola. Sono rimasta sconcertata da questo atteggiamento”.

Tinti, tirato in causa, replica a muso duro: “Alla sindaca di Imola, che in perfetto stile M5S, in un video mi ha accusato, fingendo che io non le avessi annunciato la mia indisponibilità a partecipare fino alla fine, di aver lasciato in anticipo l’assemblea di Con.Ami, chiedo: a che gioco sta giocando, presidente? Perché continua a cambiare le carte in tavola? Cosa altro vuole fare dopo aver nominato forzatamente alcuni membri del CdA e accusato gli altri di stallo? Sembra quasi che Sangiorgi voglia replicare anche in Con.Ami quanto sta accadendo nella sua giunta: perdere i pezzi per eccesso di protagonismo. Perché nel suo bel video ‘trasparente’ ai cittadini non ha detto che dieci giorni fa aveva convocato un’assemblea informale in cui avevamo deciso che il bilancio non lo approvava questa assemblea? Prendo atto che, per l’ennesima volta, Sangiorgi ha cambiato idea”.

Tuttavia altri sindaci di peso, come quello di Faenza Giovanni Malpezzi, erano presenti e sono rimasti fino al termine discutendo pure sulla situazione della discarica di via Pediano. Divergenze di vedute pure in casa Pd? Si vedrà alla prossima assemblea.