Valter Baruzzi

Forlì. E’ stata inaugurata lo scorso 17 maggio una personale di Valter Baruzzi “Sguardi. La seconda vita delle cose”. La mostra sarà visitabile fino al 18 giugno alla libreria d’arte contemporanea marmo di corso Garibaldi 152/154 a Forlì.

Valter Baruzzi, artista e narratore imolese, è un camminatore solitario che viaggia nel mondo-discarica in cui viviamo, alla ricerca di indizi e frammenti di vita. E per raccontare la sua filosofia artistica, venerdì 24 maggio, ore 18 alla libreria marmo, è previsto in incontro sul tema: “Sguardi sull’arte”, un dialogo tra Valter Baruzzi, artista e narratore, Giovanni Pieralisi, psicoterapeuta, Marco Dallari, pedagogista. L’iniziativa, che non rispetterà i canoni dell’iniziativa tradizionale, sarà una sorta di performance durante la quale Baruzzi accompagnerà i presenti alla scoperta dei suoi lavori grazie alla collaborazione degli altri ospiti.

A seguire, martedì 28 maggio, ore 16, “L’arte come gioco”, Valter Baruzzi racconta la mostra attraverso storie che rimandano alle opere, un incontro dedicato ai bambini delle scuole elementari, accompagnati dai genitori o da chiunque voglia partecipare. Per questo evento è necessaria la prenotazione – causa posti limitati – per cui si chiede gentilmente di contattare Elena Dolcini al 329.5428673 o alla mail marmolibreria@gmail.com.

La personale, dal titolo “Sguardi. La seconda vita delle cose”, a quest’ultime è dedicata con passione; similmente, lo è anche l’intera pratica che Baruzzi porta avanti con incessante devozione e che consiste nel raccogliere oggetti, pietre, ingranaggi di motori, ossa, utensili da cucina, rotelle e graffette, e assemblarli insieme su un supporto, spesso legno, ma anche mattone e altri materiali di fortuna, come tovagliette o taglieri. La “seconda vita” del titolo si riferisce dunque alla pratica del riuso, a cui, per usare le parole dello stesso artista “non posso smettere di dedicarmi”, perché “sono gli stessi oggetti a dettarmi l’intervento da fare su di essi”. Si tratta di un’espressione di libertà – il poter girovagare e insistere nell’osservare e ri-osservare gli oggetti – ma ossimoricamente una libertà costretta, perché sono le cose stesse a “costringere” l’artista ad assemblarle ad altre.

 

Informazioni: marmolibreria@gmail.comhttps://www.marmolibreria.com – cell. 329.5428673.