Bologna. Da anni le Categorie dei Trasporti di Cgil, Cisl e Uil denunciano la grave situazione del settore dei trasporti e dei comportamenti illeciti e irrispettosi dei contratti di lavoro delle imprese: false cooperative e anche società a responsabilità limitata, che attraverso le forme di lavoro in appalto e subappalto, sfruttano i lavoratori, in gran parte migranti, con prestazioni disumane e stipendi da fame.

Eppure la logistica e la circolazione delle merci sono un punto fondamentale per la qualità e l’efficacia dei servizi di un sistema globale di mercato. Una società sempre più dominata dal “potere distributivo” che raggiunge il “consumatore” ovunque, ha bisogno di servizi adeguati. Questo è un punto di riflessione importante, perchè non si investe nel nostro paese su questo segmento dell’attività? Perchè non si alza il livello della qualità e non si determina una alleanza forte tra cooperazione sana, imprese sane, con gli organi preposti dalla Stato (Ispettorato del Lavoro) e le parti sociali?

In un convegno di pochi mesi fa, svolto alla Camera del Lavoro di Bologna, si è fatto il punto sulla situazione. Su scala nazionale, oltre il 60% delle cooperative verificate sono risultate irregolari, dato in aumento rispetto agli anni scorsi, con l’Emilia Romagna in testa alla classifica per numero di lavoratori interessati.

Bologna in questo settore vede sul territorio, impegnati oltre 20.000 lavoratori, distribuiti su centinaia di aziende, nel settore del facchinaggio e movimentazione merci, le cooperative sono circa 200, ma le associate alla Cooperazione sono meno del 20%. Esiste una questione di rappresentanza non solo sindacale ma anche datoriale, per queste ragioni si è cercato di creare un sistema di monitoraggio nei siti produttivi più rilevanti: Interporto, Aeroporto, Fico, attraverso accordi che sono da gestire con strumenti adeguati e in un rapporto stretto con i livelli Istituzionali, là dove sono azionisti, con la Direzione territoriale del lavoro, con le associazioni delle imprese.

Il recente Protocollo con Aci (Allenza cooperative italiane)  di Bologna, siglato l’11 dicembre 2018, contiene importanti impegni per lo sviluppo del territorio, il lavoro e la legalità. Un tavolo metropolitano permanente per valorizzare e tutelare il lavoro cooperativo, l’estensione dell’accordo sugli appalti a tutte le aziende Partecipate, la definizione di una stazione appaltante unica sul territorio per tutti i Comuni, garantire e tutelare il lavoro nei cambi di appalto e un Osservatorio sul controllo della legalità e la lotta alla mafia. Tutto questo, assieme agli accordi a livello aziendale, possono offrire un baluardo contro la concorrenza sleale, l’evasione contributiva e fiscale, il dumping contrattuale, a condizione che l’appaltatore sia in possesso di requisiti minimi e una adeguata organizzazione aziendale.

Si potrebbe, in base alla certificazione dei contratti (disciplinata dal decreto 276/2003), ridurre di molto i rischi di decentrare il lavoro ad imprese subdole, verificare nelle gare di appalto chi partecipa se è in regola o meno con i contributi e le condizioni retributive, per le cooperative valutare nei cambi di appalto i regolamenti e gli statuti interni, ovviando così alle condizioni capestro, sui lavoratori, esercitate dalle cosiddette cooperative spurie. In definitiva, questa deriva va fermata, con nuovi e più efficaci strumenti di controllo che in gran parte esistono e occorre una netta inversione, soprattutto “alle politiche del massimo ribasso”, quando il costo del lavoro è troppo basso, è evidente che chi lo propone non rispetta le leggi e i contratti. Le cooperative sane e le imprese sane hanno tutto l’interesse di bloccare questa spirale che nuoce gravemente alla salute di tutti e droga il mercato portando a livelli infimi la competitività e la qualità. Sicuramente le modifiche sul “Codice degli appalti” che il Governo sta approvando non aiutano e rischiano di rilanciare il massimo ribasso, quindi si rischia di alimentare appalti illeciti e contratti pirata. Su questi aspetti il sindacato, attraverso la contrattazione, è pronto a confrontarsi ad ogni livello e continuerà nella sua opera di tutela, di denuncia, a difesa dei lavoratori e del rispetto dei contratti di lavoro.

(Maurizio Lunghi, Segretario generale Cgil – Camera del lavoro metropolitana di Bologna)