L’appuntamento per il secondo global strike di “Fridays for Future” è per il 24 maggio. A Imola saranno due i punti di ritrovo alle ore 7.45: via Guicciardini (davanti al liceo scientifico e al Paolini) e parco di via Kolbe (retro ItisAlberghetti). I due cortei partiranno alle 8 toccando ciascuno varie scuole della città, confluendo nel piazzale della Rocca alle 9.30 e da lì proseguiranno insieme per piazza Matteotti (per informazioni fridaysforfutureimola@gmail.com). La Cgil di Imola sostiene la mobilitazione degli studenti che domani, 24 maggio,  scenderanno in piazza anche a Imola per il 2° sciopero globale per il clima, dopo quello del 15 marzo, promossi dal movimento “Fridays for Future”.

Anche a Faenza continua la protesta per fermare i cambiamenti climatici. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Faenza, prevede le seguenti iniziative:
– Ore 8 “A scuola con mezzi eco!”: si invitano tutti, genitori bambini e ragazzi, almeno questo giorno, come atto concreto di rispetto dell’ambiente, a recarsi e tornare da scuola a piedi, in bici, con mezzi pubblici, oppure usufruendo del piedibus.
– Dalle 10 alle 12 in piazza Nenni: sciopero globale per il clima. Ritrovo di tutti i giovani in sciopero, esperienze e iniziative “plastic free” organizzate dai Licei, testimonianza di don Luca Ravaglia sul progetto “io corro 100 km eco”, musica e canti. Buffet anti spreco.
– Dalle 16.30 in piazza Nenni: presentazione del progetto “km verdi” e biciclettata per tutti (piccoli e grandi) dalla piazza fino al parco Bucci (scortata dai vigili).
– Dalle 20.45, sede Prometeo (vicolo Pasolini 6): presentazione dei progetti locali di “Fridays for Future”, a seguire musi-conferenza sul cambiamento climatico con la rock band faentina MoMa e il professor Alberto Bellini, docente dell’Università di Bologna, esperto di energie rinnovabili ed economia circolare. (per informazioni forfuture.faenza@gmail.com)

Come in tutto il mondo, anche nelle nostre realtà, questa iniziativa è politica, ma apartitica ed inclusiva; nasce dagli studenti, ma coinvolge adulti ed educatori.
Il 15 marzo, in occasione del primo sciopero globale, sono stati tanti gli studenti ad aver partecipato alle manifestazioni. Sarebbe significativo che il loro interessamento per la salvaguardia del nostro pianeta fosse sostenuto dalle istituzioni scolastiche, attraverso le quali si trasmettono i saperi e la responsabilità alla cittadinanza attiva. Si sono espressi così gli insegnanti italiani del “TeachersForFuture” che il 24 maggio privilegeranno, nel fare scuola, la piazza all’aula scolastica: “Già in passato le nazioni occidentali sono state costrette a riconvertire le loro economie ed industrie nel giro di pochi mesi al fine di sostenere lo sforzo bellico e le campagne interventiste. Noi insegnanti italiani abbiamo più volte incoraggiato, nel corso della storia, imponenti mobilitazioni di questo genere, per cause sbagliate, ponendoci dalla parte del torto. Oggi, per merito dei nostri studenti, abbiamo l’occasione di rimediare ai nostri errori passati e rendere la scuola un luminoso esempio di impegno etico e civile nonviolento, di trasformazione sociale, avanguardia di capacità critica e conoscenza scientifica. (…) siamo disposti in questo, coerentemente alla pratica della disobbedienza civile, ad assumerci la responsabilità delle nostre azioni ed eventualmente incorrere nelle sanzioni amministrative, civili e penali previste dalla legge”.