Forlì

Se nei piccoli centri il centrosinistra tiene e vince, non è così nelle città medio grandi. E’ il caso di Ferrara e Forlì dove il centrosinistra è sotto e non di poco.

A Ferrara dopo lo spoglio di 120 sezioni su 160 il candidato del centrodestra Alan Fabbri è avanti con un 48,36% contro il 31,94% di Aldo Modonesi, candidato del centrosinistra. Per capire lo stravolgimento elettorale basta considerare che nel 2014 il centrosinistra vinse con il 55,56% contro il 17,76% del centrodestra.

Stessa storia Forlì, una delle roccaforti del centrosinistra, dopo lo spoglio di 83 sezioni su 109 il candidato del centrodestra Gian Luca Zattini è al 45,79% con il candidato del centrosinistra Giorgio Calderoni al 37,08% . Certo se fossero confermate queste percentuali il centrosinistra può sempre sperare nel ballottaggio, ma ciò non toglie nulla alla debacle del primo turno.

Se poi aggiungiamo che a Reggio Emilia dopo 111 sezioni scrutinate su 160 il centrosinistra è al 48,9% con il centrodestra al 28,8% e a Cesena (80 sezioni su 98) il centrosinistra è al 42,81%, il ballottaggio è cosa certa, che sembra, invece, scongiurato a Modena dove Gian Carlo Muzzarelli si avvia alla vittoria al primo turno, dopo 140 sezioni su 190, viaggia attorno al 54,23% contro il 30,80% di Stefano Prampolini del centrodestra.

A livello nazionale il centrosinistra mantiene Firenze, Bari. Bergamo, Pesaro, a Lecce potrebbe essere ballottaggio come pure a Livorno, Prato, Cremona, Avellino. Al centrodestra vanno, oltre alla Regione Piemonte, Perugia, Pavia, Pescara (anche se attualmente non c’è garanzia di vittoria al primo turno), Urbino e Vibo Valentia.