Mai come in queste elezioni emergono con chiarezza vincitori e vinti. Se, senza ombra di dubbio la Lega di Matteo Salvini, è l’assoluta trionfatrice di questa tornata elettorale eoropea, è altrettanto chiaro che il Movimento 5 stelle è lo sconfitto con un crollo di circa 15 punti rispetto al voto politico di un anno fa. E quel 17% di quest’anno è anche sotto al 21,16 dell’Europee del 2014.

Un tonfo frutto di quel senso di inadeguatezza al governo che i 5 Stelle hanno e stanno dimostrando sia a livello nazionale, che in molte parti d’Italia nei governi locali. Ora si tratta di capire come Salvini cercherà di far fruttare quell’enorme massa di voti, consapevole che la storia elettorale italiana ha sempre dimostrato che il voto per l’Europa, difficilmente poi si traduce pari pari a livello nazionale.

Risolleva la testa il Pd di Nicola Zingaretti che dopo il tonfo di un anno fa respira e recupera un buon 4% attestandosi attorno al 22%, nulla a che fare chiaramente con il 40% e oltre di cinque anni fa. Ma era un’altra storia politica.

Certo il Pd, come afferma il suo segretario, è l’argine ai populisti e il vero antagonista di Salvini, ma lo è da una posizione di assoluta debolezza.

A destra ride Fratelli d’Italia che raddoppia quasi i voti di cinque anni fa e cresce anche rispetto alle Politiche del 2018. Si lecca, invece, le ferite Forza Italia che sembra aver avviato una china difficile da fermare, al pari del suo leader, Silvio Berlusconi, che appare sempre di più la parodia di se stesso.

Per il resto, l’Italia fa il conto sulla sua diversità rispetto al resto d’Europa, manca un vero partito Verde, capace anche solo di raccogliere segnali che arrivano dal mondo dei più giovani, segnali che le forze presenti, Pd in prima fila, faticano a cogliere in tutto il suo potenziale politico e di voti. Così come manca una forza centrista, a meno che non si consideri centrista il Pd. Inutile parlare della Sinistra, sparita dai radar da molto tempo a questa parte. Rimane fuori dalla conta dei seggi anche +Europa, forse la forza più europeista, che raggruppa i radicali della Bonino e una serie di altre forze, in Emilia Romagna, ad esempio, rappresentate dal sindaco di Parma Pizzarotti.

Segui lo spoglio in diretta Regione per Regione https://elezioni.interno.gov.it/europee/scrutini/20190526/scrutiniEI

A livello di circoscrizioni, la Lega vince nell’Italia Nord Occidentale con il 40,70 %, mentre crollano i 5 Stelle che si fermano all’11,12%, un’ecatombe di voti persi. Stessa storia nell’Italia Nord Orientale. Nell’Italia centrale si accorcia la forbice tra la Lega (33,45 %) e gli inseguitori, Pd al 26,82% e M5s al 15,95%. Nell’Italia meridionale si inverte la tendenza con il M5s in calo rispetto alle Politiche, ma che è primo partito con il 29,17 %. Anche nell’Italia insulare il M5s risulta primo partito con il 29,85% contro il 22,42% della Lega e il 18,48 % del Pd. Altra piccola soddisfazione per il Pd che risulta primo partito (con circa il 5%) nel voto degli italiani all’estero.

Dopo 61442 sezioni scrutinate su 61.576

Lega Salvini Premier 34,34 % (europee 2014: 6,16% – Politiche 2018: 17,35% )

Partito Democratico 22,70 % (europee 2014: 40,82% – Politiche 2018: 18,76% )

Movimento 5 Stelle 17,06 % (europee 2014: 21,16% – Politiche 2018: 32,68 % )

Forza Italia 8,79 % (europee 2014: 16,38% – Politiche 2018: 14% )

Fratelli d’Italia 6,47 % (europee 2014: 3,67% – Politiche 2018: 4,35% )

+Europa – Italia In Comune – Pde Italia 3,09 % (europee 2014: 6,16% – Politiche 2018: 2,56% )

Europa Verde 2,29 % (europee 2014: 0,90%)

La Sinistra 1,74 % (europee 2014: 4,03% L’altra Europa con Tsipras – Politiche 2018: 3,39% Liberi e Uguali)

Partito Comunista 0,88 %

Partito animalista 0,60 %

Svp 0,53 % (europee 2014: 0,50% – Politiche 2018: 0,41% )

Il Popolo della famiglia 0,43% (Politiche 2018: 0,67% )

Casapound Italia – Destre Unite 0,33% (Politiche 2018: 0,95% )

Popolari Per L’italia 0,30%

Partito Pirata 0,23%

Forza Nuova 0,15%

Autonomie Per L’europa 0,07%

Ppa Movimento Politico Pensiero Azione 0,02%