Imola. “L’azienda sanitaria è sempre attenta alla salute dei cittadini. Conseguentemente la nostra valutazione sulla proposta di calendario è sostanzialmente negativa. La ragione riguarda il numero delle giornate rumorose – che non diminuiscono – e la maggiore sovrapposizione delle attività motoristiche con le lezioni della scuola di Montebello. E, ancora, manca la sospensione delle attività (almeno una giornata priva di rumore, ndr) dopo lo svolgimento di tornate di attività motoristica su più giorni”.

Commissione autodromo 30 maggio 2019

Per la Ausl di Imola, rappresentata dal dott. Gabriele Peroni del dipartimento di igiene e sanità pubblica, il calendario di pista del 2019 non va bene. E lo mette a verbale nella seduta del 30 maggio della commissione autodromo. Assise che ha certificato il più grande rosso di bilancio – 497mila euro – secondo solo a quello ancora maggiore di oltre 3 milioni del 2012.

“Il parere fornito è quello del marzo scorso e questa (la tutela della salute) è la direttrice sulla quale si muove l’azienda Usl. A questo punto non possiamo che esprimere anche oggi il medesimo parere negativo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con qualche deriva polemica che si è generata dopo il suo intervento, Tiziano Turrini di Arpae. “Non abbiamo potuto esprimere un parere al Comune a marzo scorso perché mancavano i dati che Formula Imola non ha trasmesso. Non sono pertanto specificate cosa sono le ‘prove tecniche’ indicate nel calendario. Per esempio che caratteristiche hanno: sono moto, auto, che rumorosità producono. Ma soprattutto Formula Imola mette in discussione il sistema di monitoraggio (la rete di fonometri che lungo la pista misura il rumore, ndr ). Non è pensabile che il controllato decida esso stesso di omettere un fonometro dal sistema di monitoraggio. Mi riferisco precisamente al n. 7. Postazione che, oltretutto, è stata messa a disposizione dal comune di Imola con l’accordo della stessa Formula Imola nel 2017”.

Ma non è finita qui, il problema principale, che ha portato lo scontro al calor bianco, riguarda la mancata trasmissione dei dati. “Abbiamo chiesto a Formula Imola, visto che non trasmette più i dati del rumore, di fornirceli. Purtroppo non lo ha fatto. Non ci ha fornito i dati del fonometro n. 7 che, ripeto, fa parte integrante del sistema di monitoraggio. Quel fonometro non è che si può tirare via a piacimento. Sta in un’area pubblica come il n. 5 che mai è stato contestato. I dati, lo dice la legge, devono essere forniti agli enti di controllo. Arpae, ma anche altri, e questo non è stato ancora fatto”.

Osservazioni classificazione acustica

Tema rovente anche la messa in discussione del concetto di sedime dell’autodromo. Secondo Turrini la sentenza del Consiglio di Stato è più che chiara come lo è la classificazione acustica del Comune. Le residenze poste all’interno della pista non possono essere considerate sedime. Termine sul quale si gioca la partita grossa di Formula Imola, rappresentata anche dall’avvocato Giuseppe Girani che ha tentato, con limitato successo, di spiegare che la sentenza non era poi così chiara e definitiva.

La mancata messa a disposizione dei dati sul rumore suscita la reazione della maggioranza che, con il suo consigliere Valerio Giovetti precisa: “Posto che Formula Imola è inadempiente perché dovremmo spendere milioni di euro per ‘foderare’ l’autodromo per aumentare ancora le giornate di attività motoristica per pagare gli interventi di mitigazione? Perché siete usciti dal protocollo per la gestione del rumore e non dialogate con la gente, forse si spenderebbe meno in cause e avvocati”.

Al termine non c’è tempo che per le repliche, vista l’ora. Animi tesi fra Arpae e Formula Imola. “qui ci troviamo in una situazione in cui un’azienda non ha fornito i dati all’organo di controllo e questo è molto grave. Faremo a breve una relazione su questo”, puntualizza in chiusura Turrini di Arpae. Affermazione che fa il paio con quella del consigliere (M5S) Fabrizio Favilli: “chiederemo a Formula Imola di fornire subito i dati a Arpae”.

Al termine la parola alla sindaca Manuela Sangiorgi che “ci dispiace perché non riusciamo a ridurre le giornate rumorose. Approveremo 60 giornate in deroga e non meno”.

Bene, su tutto però manca un elemento: dove sarà misurata la rumorosità delle attività di pista per concedere le deroghe? Se il fonometro n. 7 non verrà considerato nelle residenze nelle vicinanze dell’autodromo quelle 60 deroghe potrebbero arrivare a 90, o addirittura a 120 giornate rumorosissime. Questo la legge non lo permette ma, prima di tutto, non lo permette il buon senso. E forse non lo permetteranno neppure Arpae e Ausl.

(Verner Moreno)