Da sinistra Stefania Forte e Manuela Sangiorgi

Imola. Nuova puntata della tele novela Con.Ami. Sono arrivate in data odierna (lunedì 3 giugno) le dimissioni della presidente Stefania Forte, che di fatto azzerano tutto per ripartire esattamente dalla situazione di diversi mesi fa.

Un ente importante per la città che non ha la testa da mesi e che si sta lacerando in discussioni sterili tra una base sociale che ha iniziato a parlare con il cambio di giunta, dopo anni di silenzio accondiscendente verso il socio forte Comune di Imola, rappresentato dal sindaco Daniele Manca, e la sindaca attuale del Comune maggioritario che non ha certo nel dialogo la sua parte migliore.

“Ringrazio la dott.ssa Stefania Forte per il prezioso operato profuso che, con le dimissioni odierne dal ruolo di presidente del consorzio Con.Ami, ha anticipato la scadenza naturale del consiglio di amministrazione per dare spazio al dialogo tra i sindaci e trovare così quanto prima un accordo politico sulla futura nomina dello stesso – afferma in un comunicato la sindaca Manuela Sangiorgi -. Consiglio di amministrazione che, come in passato, non potrà che avere lo stesso numero di componenti (3) sempre spettato al Comune di Imola in qualità di socio di maggioranza. Per i nomi sono, ovviamente, aperta al dialogo e pronta all’apertura di un nuovo bando per individuare le migliori energie e personalità della società civile che vogliano mettere a disposizione le proprie competenze e qualifiche per la gestione di una realtà così importante per il nostro territorio come il Con.Ami”.

Certo le dimissioni erano un passaggio necessario dopo il voto amministrativo di maggio, ma gli esiti delle elezioni non hanno certo portato quelle novità che il M5s si aspettava. Tuttavia nelle parole della sindaca non ci pare di intravedere novità di rilievo sul fronte del dialogo, con la riaffermazione della richiesta di 3 componenti scelti dal Comune di Imola per il futuro Cda. L’unica disponibilità è quella dell’apertura di un nuovo bando (ma non se n’è chiuso uno il 20 maggio scorso?, ndr). L’impressione è che la confusione regni sovrana e la paura, a questo punto, è che la situazione di stallo continui a persistere con tutte le conseguenze che ne scaturiranno.

(v.z.)