Voler bene alla propria Comunità (foto tratta dal sito forumdisuguaglianzediversita.org)

Nello scorso mese di marzo a Roma si è svolto il “Forum delle diseguaglianze e delle diversità” organizzato dall’economista Fabrizio Barca, (ex ministro del governo Monti) dove sono state presentate analisi e proposte per una maggiore giustizia sociale in Italia.

In preparazione del Forum è stato fatto un lavoro di ricerca che è durato 2 anni e ha coinvolto 200 persone e numerose associazioni (Caritas, Cittadinanza attiva, Legambiente, Fondazione Basso, ecc.), economisti e studiosi. Da questa alleanza dovrebbe nascere la bozza del programma “Atkinson per l’Italia”, dal nome del più grande economista, scomparso nel 2017, che ha dedicato una vita intera a occuparsi di diseguaglianze, maestro di Thomas Picketty, autore del Capitale del XXI secolo. Ad Atkinson non è stato mai attribuito un Premio Nobel, peccato. La sua ultima opera, “Inequality. What can be done”, dovrebbe diventare un testo obbligatorio per chiunque faccia attività politica e amministrativa.

Tutti ormai possediamo almeno uno smartphone e l’avanzamento della tecnologia ha portato benessere e innovazione però sta creando anche evidenti sacche di povertà. Da molto tempo si è trascurato l’impatto della ricerca scientifica sulla popolazione. Nello sviluppo delle scoperte scientifiche si aprono di continuo delle biforcazioni, fra un utilizzo che ne accresce e uno che riduce la giustizia sociale.
I serbatoi di scienza e ricerca pubblica vengono sfruttati da poche società private capaci di impiegare delle risorse ai fini commerciali.
L’intera ricerca digitale sul 5G è a carico dei governi e dei centri di ricerca pubblici, ma sono poi sempre le imprese private a guadagnare su quelle infrastrutture.

Human genome project” è costato 3 miliardi di dollari a diversi Stati, ha permesso di sequenziare un genoma umano al costo di 1.000 $ in meno di un’ora grazie alle nuove tecnologie. Quella conoscenza è stata imbrigliata da migliaia di brevetti depositati da società private per accaparrarsi l’offerta di farmaci, test diagnostici, apparecchiature mediche, creando un oligopolio privato su conoscenze tecniche che hanno ricevuto gratis. Nel prezzo dei nuovi farmaci vi è certamente la spesa di ricerca e sviluppo, ma i pazienti pagano due volte questi nuovi farmaci. Prima pagando con le proprie tasse i centri scientifici di ricerca, poi finanziando le multinazionali attraverso il costo degli innovativi farmaci. Un paradosso.

Altro esempio la produzione di energia pulita, ritardata dalle multinazionali perchè avevano costi di precedenti brevetti da ammortizzare, così i tempi del progresso vengono decisi da chi pone vincoli sulle idee più innovative.

Un altro caso è quello della azienda farmaceutica Gilead Sciences che nel 2012 aveva comprato per 11 miliardi di $ Pharmaset, una società biotech USA che aveva inventato un farmaco innovativo per la cura dell’epatite C. E’ stato una pura operazione finanziaria perchè aveva pensato ad un ritorno dell’investimento nel giro di 3 anni. La Gilead ha posto un brevetto di 20 anni sul farmaco indispensabile per la curata dell’epatite C che ha un valore di 20 miliardi $. “Medici senza Frontiere” ha fatto opposizione al brevetto chiedendo che venisse revocato in favore della salvezza dei pazienti. Purtroppo l’ufficio europeo Brevetti ha deciso di confermare con una sentenza il monopolio della Gilead lasciando pazienti e sanitari sbigottiti.

Altro atto che crea diseguaglianza è la sovranità privata della rete. 4 miliardi di persone ogni giorno immettono informazioni nella rete e imprese digitali se ne appropriano. Le informazioni che forniamo alla rete sono patrimonio personale che regaliamo alle multinazionali e per molti prodotti paghiamo tre volte il valore, la ricerca pubblica, il prezzo monopolistico dei prodotti e sotto forma di lavoro non pagato, le informazioni che regaliamo. Tra le prime 10 imprese del 2018 nel mondo sette si basano su tecnologie dell’informazione.

Una semplice redistribuzione degli immensi profitti delle big companies non sarà sufficiente a invertire la rotta. Deve cambiare il meccanismo della formazione della ricchezza, dando più spazio alla sovranità collettiva non solo a quella privata e va allentato la rigidità dell’Accordo Trips (The agreement on trade related aspects of intellectual property rights,  che riguarda gli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale.

15 proposte per la giustizia sociale
Il lavoro del Forum è sfociato in 15 proposte per la giustizia sociale di cui ho sintetizzato solo alcuni punti:

1) La conoscenza come bene pubblico globale: modificare gli accordi internazionali e, intanto, farmaci più accessibili. Si propongono tre azioni che mirano ad accrescere l’accesso alla conoscenza. La prima azione riguarda la promozione, attraverso l’Ue, di una modifica di due principi dell’Accordo Trips che incentivi la produzione e l’utilizzo della conoscenza come bene pubblico globale. Le altre due azioni riguardano il campo farmaceutico e biomedico; si propone, sempre attraverso l’Ue, di arrivare a un nuovo accordo per la Ricerca e Sviluppo, in sede di Organizzazione mondiale della sanità, che consenta di soddisfare l’obiettivo del “più alto livello di salute raggiungibile” e, contemporaneamente di rafforzare l’iniziativa negoziale e strategica affinché i prezzi dei farmaci siano alla portata dei sistemi sanitari nazionali e venga assicurata la produzione di quelli per le malattie neglette.

2) Il “modello Ginevra” per un’Europa più giusta;

3) Missioni di medio-lungo termine per le imprese pubbliche italiane;

4) Promuovere la giustizia sociale nelle mission delle università italiane;

5) Promuovere la giustizia sociale nella ricerca privata;

6) Collaborazione fra università, centri di competenze e piccole e medie imprese per generare conoscenza;

7) Costruire una sovranità collettiva sui dati personali e algoritmi. Si propone che l’Italia compia un salto nell’affrontare i rischi che derivano dalla concentrazione in poche mani del controllo di dati personali e dalle sistematiche distorsioni insite nell’uso degli algoritmi di apprendimento automatico in tutti i campi di vita. La strada è segnata dalle esperienze e dalla mobilitazione che altri paesi stanno realizzando su questo tema: mettere alla prova il “Regolamento europeo per la protezione dei dati” che fissa principi all’avanguardia sul piano internazionale; realizzare un ampio insieme di azioni, specie attorno ai servizi urbani, che vanno da una pressione crescente sui giganti del web alla sperimentazioni di piattaforme digitali comuni; rimuovere gli ostacoli allo sviluppo delle comunità di innovatori in rete.

8) Strategie di sviluppo rivolte ai luoghi. Si propone di disegnare e attuare nelle aree fragili del paese e nelle periferie strategie di sviluppo “rivolte ai luoghi”:

9) Gli appalti innovativi per servizi a misura delle persone;

10) Orientare gli strumenti per la sostenibilità ambientale a favore dei ceti deboli;

11) Reclutamento, cura e discrezionalità del personale delle pubbliche amministrazioni;

12) Minimi contrattuali, minimi legali e contrasto delle irregolarità. Si propone di realizzare un intervento integrato e simultaneo che aumenti i minimi salariali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, indipendentemente dalla natura del contratto e composto da tre parti non separabili: estendere a tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici di ogni settore l’efficacia dei contratti firmati dalle organizzazioni sindacali e datoriali rappresentative di quel settore; introdurre un salario minimo legale, non inferiore a 10 euro, senza distinzioni geografiche o di ruolo, il cui aggiornamento nel tempo è deciso da una Commissione composta da sindacati, tecnici, politici; dare più forza alla capacità dell’Inail e degli altri enti ispettivi di contrastare le irregolarità e costruire forme pubbliche di monitoraggio;

13) I Consigli del lavoro e di cittadinanza nell’impresa;

14) Quando il lavoro controlla le imprese: più forza ai Workers buyout . Si propone di realizzare alcuni interventi mirati che consentano allo strumento dei Workers buyout (Wbo) l’acquisto dell’impresa in crisi o in difficile transizione generazionale da parte dei suoi lavoratori e lavoratrici, di essere utilizzato in maniera più diffusa in Italia: rafforzare la formazione dei lavoratori e lavoratrici nel momento dell’assunzione del nuovo ruolo; agevolare fiscalmente i mezzi finanziari investiti da lavoratori e lavoratrici; accelerare l’opzione Wbo al primo manifestarsi dei segni di crisi.

15) L’imposta sui vantaggi ricevuti e la misura di eredità universale. Si propone un intervento integrato per riequilibrare la ricchezza su cui ragazze e ragazzi possono contare nel momento del passaggio all’età adulta e che esercita una forte influenza sulle loro opzioni e scelte di vita: da un lato, prevedere che, al compimento dei 18 anni, ogni ragazza o ragazzo riceva una dotazione finanziaria (o “eredità universale”) pari a 15mila euro, priva di condizioni e accompagnata da un tutoraggio che parta dalla scuola; dall’altro, una tassazione progressiva sulla somma di tutte le eredità e donazioni ricevute (al di sopra di una soglia di esenzione di 500mila euro) da un singolo individuo durante l’arco di vita.

In un’epoca in cui la sinistra è in piena crisi d’identità e non sa da dove ripartire, mi sembra che questi punti siano un’ottima base per un Manifesto della nuova sinistra e come programma d’azione verso un mondo più democratico e giusto.

(Renato Alberani)