Imola. Il comunicato stampa dell’Imola Calcio sul rischio di non potere disputare il prossimo campionato di serie C a causa della non agibilità del Roemo Galli ha dato il là a tutta una serie di interventi locali e non che fanno ben sperare che la vicenda si chiuda il primo possibile con un passo deciso dell’Amministrazione comunale.
Prima il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli che chiede un incontro urgente alla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, e ora i tifosi che, con una nota a firma “Tifosi indignati”, chiedono agli amministratori e ai politici di “aprire gli occhi” e avanzano la loro proposta: un nuovo stadio di proprietà.

La lettera
Nel turbinio di questi giorni in cui vengono fuori magagne già viste e tristemente annunciate, ci sentiamo in dovere di fare sentire la voce come tifosi, dato che ci consideriamo una parte importante del mondo del calcio.
Secondo il nostro parere ci troviamo di fronte a varie tipologie di comportamento: c’è chi si è svegliato oggi, chi ancora non si è svegliato e chi una mattina si è svegliato male. Lasciamo a voi il gioco di abbinare i nomi degli amministratori pubblici e dei politici agli atteggiamenti sopra esposti.
Noi rimarchiamo solo il dato di fatto che il progetto messo in piedi dall’Imolese calcio, con una proprietà giovane, dinamica e lungimirante, non nasce oggi, ma viene da lontano. Sono stati fatti molti investimenti nel tempo e i risultati si cominciano a vedere: un settore giovanile in piena salute, un centro tecnico (Bacchilega) che è un fiore all’occhiello per la città e la categoria, risultati sportivi (giovanili e prima squadra) importanti, società seria e in costante crescita con l’introduzione di figure competenti, ritrovato entusiasmo tra i tifosi, spese in generale oculate in investimenti e gestione amministrativa impeccabile.
Qualcuno non ha visto niente di tutto ciò. Noi si.

A questo punto crediamo che l’unica strada percorribile per il proseguimento del progetto dell’Imolese calcio sia quella di costruire celermente un nuovo stadio (in sostituzione del Bacchilega?) adatto al calcio, con servizi, strade e parcheggi adeguati, vivibile sette giorni su sette. Uno stadio anche piccolo, ma capace di accogliere gli sportivi imolesi e quelli ospiti, tutto coperto, senza barriere, con tribune vicino al campo. In sintesi: tutto quello che non è il Romeo Galli, una struttura gloriosa, ma che non è uno stadio per il calcio e non lo sarà mai, nemmeno dopo che vi saranno spesi 2 milioni dei nostri soldi di contribuenti, utili solo a perfezionare l’iscrizione al campionato.

Chiediamo quindi agli amministratori pubblici di puntare la sveglia all’ora esatta, farsi un giro al Galli le domeniche di campionato e al Bacchilega quando si allenano centinaia di ragazzi e ragazze. Forse così apriranno gli occhi.