Lo stadio Romeo Galli di Imola

Imola. Chissà di chi sarà la colpa della vicenda che fa rischiare all’Imola Calcio il prossimo campionato di serie C? Come in tutte le vicende della politica è già partito lo scaricabarile con le accuse incrociate. A difendere l’operato del direttore di Area Blu, scende in campo “Imola guardavanti”, il gruppo di Carmen Cappello, candidata sindaco nelle scorse amministrative per il centrosinistra. L’obiettivo è quello di “fare un po’ di chiarezza a beneficio di tutti i cittadini e tifosi”, peccato che assieme alla difesa di Area Blu non riesca a anche a fare chiarezza sulle eventuali responsabilità della precedente amministrazione comunale.

“La società Imolese Calcio 1919 attribuisce al direttore di Area Blu la responsabilità per aver fermato i lavori di sistemazione dello stadio Romeo Galli. Ci rendiamo conto che la società sportiva può non sapere quale sia il procedimento amministrativo corretto da intraprendere – si legge nella nosta di Imola guradavanti -. Il Comune di Imola invece lo sa, o dovrebbe saperlo: per poter avviare dei lavori o rimborsare spese per lavori già fatti c’è bisogno di un’autorizzazione formale e scritta, oltre che un impegno di spesa, da parte della proprietà, in questo caso il Comune o del gestore, ovvero Atletica Sacmi. Area Blu non è titolata ad autorizzare nulla senza un provvedimento del Comune o del gestore, che in questo caso non c’è e non c’è mai stato e la sindaca lo sa bene”.

Da qui la difesa del direttore di Area Blu Carmelo Bonaccorso: “Perché allora dare la colpa ad Area Blu? E perché attaccare il direttore quando la comunicazione in cui si spiega che il Comune non ha mai autorizzato alcunchè non è neppure a sua firma? Si promettono sostegni e contributi a chiacchere e poi si trova un capo espiatorio qualunque da crocifiggere a beneficio del pubblico”.

In attesa di sapere qualcosa di più sulle responsabilità, l’unica cosa certa è che ora la patata bollente la devono gestrire i nuovi amministratori, vediamo se ne saranno all’altezza.