Bologna. “In questa fase di drammatica incertezza nella giornata di ieri abbiamo appreso, da un comunicato, delle dimissioni dei Commissari straordinari”, non nascondo la loro profonda preoccupazione sulla situazione dei lavoratori del Mercatone Uno Luigi Giove e Paolo Montalti rispettivamente segretario generale Cgil Emilia Romagna e segretario generale Filcams-Cgil Emilia Romagna. “Sono passati ormai 20 giorni dal fallimento di Shernon Holding SRL che ha coinvolto gli oltre 1800 lavoratori di Mercatone Uno, dei quali circa 450 nella nostra Regione. Nei giorni scorsi l’autorizzazione al ritorno in Amministrazione straordinaria rilasciata dal Tribunale di Bologna, aveva aperto quello spiraglio di possibilità per poter procedere in tempi brevi alle operazioni necessarie per dare una copertura a tutti i lavoratori che dal 25 maggio scorso sono sospesi in un limbo, senza la possibilità di lavorare e senza nemmeno un minimo di copertura economica fornita dagli ammortizzatori sociali” e ora le dimissioni dei Commissari rischiano di far tornare tutto in alto mare.

“Pur ritenendo che fosse necessario un forte segno di discontinuità rispetto alla gestione precedente, riteniamo sarebbe stato necessario portare a compimento tutti i passaggi indispensabili, compreso l’accordo di Cigs, per dare sostegno ai lavoratori. La nostra preoccupazione è che la ricerca di nuovi Commissari in questa fase, che dovranno comunque aggiornarsi sulla procedura, possa ritardare ulteriormente i tempi e la richiesta della Cigs, non rispondendo così all’urgenza che si è venuta a creare. Dopo tre settimane, ogni ulteriore giorno che passa grava sulla situazione dei lavoratori e pregiudica la prospettiva di continuità dell’azienda”.

Le rassicurazioni del Ministro sulla concessione della Cigs, “non sono più sufficienti, è necessario agire in fretta ed in maniera concreta. Per questo continuano le mobilitazioni e i presidi e in mancanza di risposte a breve, intensificheremo le iniziative di lotta. Le lavoratrici ed i lavoratori di Mercatone Uno non possono più aspettare”.