Imola. Soddisfazione in casa IF Imola Faenza, la società turistica che ha il compito di promuovere quella fetta di territorio romagnolo che comprende il circondario di Imola e il territorio faentino e del suo appennino. Soddisfazione per il segno più nei dati di affluenza, sia su Imola che su Faenza, con un trend di crescita che si ripete da diversi anni.
Soddisfazione per tutti i progetti e le iniziative messe in campo in tre anni di attività, buon ultimo “If Cycling road & Gravel bike” presentato alcuni giorni fa a Faenza.

Erik Lanzoni, presidente di IF

Ne parliamo con Erik Lanzoni, direttore della tourist company dal 2016, anno di nascita, recependo, anzi anticipando, i contenuti della legge 4 del 2016, con la quale si procede al riordino dell’assetto turistico della Regione Emilia Romagna, eliminando le Unioni di prodotto e creando le Destinazioni turistiche, che sono i nuovi soggetti pubblici che hanno il compito di coordinare tutta la filiera del turismo in regione. Partiamo dai dati: “Certamente c’è soddisfazione. I dati bisogna però guardarli nei tre anni, perchè se un anno viene a mancare un evento, come può essere uno dei concerti all’autodromo di Imola, ti cambia tutto. E negli ultimi tre anni la crescita è stata continua. I numeri dicono che le crescite più alte le abbiamo nell’entroterra, nei paesi della collina, anche rispetto al turismo costiero che ha registrato una leggere flessione. Inoltre possiamo dire che i dati Istat sottostimano le presenze per tutta una serie di ragioni, non esclusa una buona fetta di sommerso. La Federalberghi ha presentato a Imola una ricerca con i dati e a Imola iniziano ad esserci 71 strutture che non esistono, non fanno segnalazioni di nessun genere. Per capirci 71 strutture con 2 camere sono un altro Hotel Donatello”.

L’unione di due territori
Anticipando l’uscita della legge, “la nascita di IF ha unito due territori, la Romagna e Bologna che prima erano separati, ambedue avevano una società d’area (Stai e Terre di Faenza) che si occupava della promozione turistica. Ora i Comuni sono 16 e stiamo perseguendo l’obiettivo di mettere al centro il territorio, che deve essere il più vasto possibile, perché il turista non conosce confini amministrativi, e di raccontare quelli che sono i nostri prodotti. Siamo gli unici che riusciamo a fare stare assieme due territori complementari che su altri fronti, ad esempio quello amministrativo, non dialogano. Non è certo un lavoro facile, ma a livello regionale è un valore aggiunto”.

Non a caso il progetto di promocommercializzazione presentato da IF è stato considerato come uno dei migliori in Regione, perchè “capace di promuovere il territorio, ma nello stesso tempo di tenere buoni rapporti con Bologna, di lavorare bene con la Romagna e di guardare a Firenze, tre grandi aree turistiche che si sviluppano attorno a noi. Siamo consapevoli che dobbiamo puntare su un turismo di qualità, valorizzando la nostra autenticità. Non abbiamo bisogno di numeri esagerati, ma di persone che portino valore aggiunto, voglia di capire e conoscere, dandogli la possibilità di affezionarsi per farli ritornare, semmai con qualche amico”.

Il tutto nasce da un bando del 2018 che accettava anche progetti triennali, “noi siamo entrati in fascia alta tra i migliori progetti ottenendo il contributo massimo. Anche per il 2019 abbiamo mantenuto la fascia alta. Si tratta di un documento complesso, di circa 150 pagine, dove dobbiamo specificare quali sono i prodotti, i settori, i target, le strategie nella promozione, come gestisco gli uffici di informazione turistica. Chiaramente ogni anno dobbiamo presentare i risultati ottenuti l’anno precedente e il piano finanziario. Questo documento è la mia Bibbia, la devo seguire segno per segno fino al 2020. In questo ambito vado a definire i miei cinque macro settori di intervento, all’interno dei prodotti trasversali definiti dall’Apt, quindi Food valley (enogastronomia) , Wellness valley (benessere), Motor valley (motori, collezioni, ecc.), Natura e Sport, Arte e Cultura, devo descrivere le novità dell’anno, i prodotti da rafforzare e quelli da sviluppare, infine devo specificare come mi muovo per promuoverli”.

Motor Valley
“Stiamo cercando di sviluppare le attività non rumorose della Motor valley, c’è una maggior disponibilità dell’attuale direttore dell’autodromo di Imola per visite turistiche dentro alla pista che proponiamo con una navetta da nove posti per due volte alla settimana. Così accompagnamo i turisti alla scoperta dell’Enzo e Dino Ferrari. Una visita di un’ora e mezza che si sviluppa con due giri su pista con sosta nei punti strategici. Si continua con il monumento di Senna, poi alla scoperta della control room, il cuore tecnologico dell’autodromo, che nessuno conosce, a parte gli addetti ai lavori. Foto ricordo sul podio, visita al paddock e ad un box, per finire sulla torre panoramica Dekra. La prenotazione è possibile sia online che direttamente sul posto. Al turista diamo una mappa che racconta anche quello che c’è a poche centinaia di metri, quindi il centro storico della città con tutti i suoi monumenti, musei e opportunità enogastronomiche. Può lasciare comodamente l’auto nel parcheggio dell’autodromo e con una breve passeggiata raggiungere il centro città. Da non dimenticare i quattro simulatori di guida permanenti che abbiamo nella nostra sede in autodromo, dove in simultanea si possono simulare delle sfide team building con qualifiche, eliminatorie, gare, premiazioni con tanto di gadget finale”.

Il grande campione Ayrton Senna morto a Imola il 1° maggio del 1994

Da ricordare “L’Ayrton day”, l’iniziativa che si è svolta lo scorso primo maggio, un’edizione particolare in occasione dei 25 anni dalla scomparsa del campione brasiliano, “che è stata preparata con un lungo percorso finalizzato non solo all’edizione 2019, ma anche a sviluppare legami stabili e duraturi nel tempo, indipendentemente dalla scadenza del 1º maggio”.

In questo ambito c’è ancora spazio per nuove iniziative, “molto interessanti sono le visite alle collezioni storiche della Motor valley e i tour a bordo di auto d’epoca alla scoperta dei Borghi, un turismo di nicchia molto interessato al collezionismo auto e moto, ma anche alle bellezze del territorio, infatti ogni volta che li proponiamo, in collaborazione con il Crame, hanno un grande successo. Inoltre occorre valorizzare tutti quegli appuntamenti che sono legati alle rievocazioni, il trofeo Bandini a Brisighella e il Minardi day a Imola, ad esempio. Non dimentichiamo poi che se Imola è conosciuta per le gare, a Faenza vi sono due scuderie di altissimo livello, una la Toro Rosso di Formula uno, l’altra il Team Gresini che partecipa al mondiale di motociclismo. Uno spazio, infine, può avere la scuola di guida con auto di serie, lavorando sugli aspetti della sicurezza”.

L’autodromo può offrire anche opportunità che vanno oltre alle auto e alle moto. “L’impianto ha il vantaggio di avere molti spazi, ad esempi i Mice (Meetings incentives conventions ed exibitions) sono un settore in crescita, con agenzie che scelgono location particolari per gestire i loro eventi. Noi abbiamo un media center di 500 posti con una serie di strutture complementari. Certo, serve un grosso lavoro per farlo conoscere. Al momento abbiamo iniziato dai settori assicurativo e bancario. Cosa di meglio di un meeting all’autodromo, con possibilità di visite con tanto di giro di pista e alla sera, dopo cena, una bellissima sfida con i simulatori chiudere una giornata di lavoro in maniera divertente”.

Natura e sport
La novità 2019 è il Ciclobrevetto, un percorso ad anello da percorrere in più giornate, alla fine del quale si ha diritto ad una pergamena che attesta il raggiungimento dell’obiettivo.

Poi vi è un sogno, “quello di portare a Imola una 24 ore in bici. Sono stato a Le Mans a vederne una, è un evento bellissimo che fanno da dieci anni con circa 3.500 partecipanti e 10.000 spettatori durante il giorno, è una vera e propria festa. Siamo in contatto con gli organizzatori dell’Italian bike festival, una rete di appuntamenti che sono partiti da Rimini a settembre 2018, un format molto dinamico che sta portando ad un superamento delle fiere, eventi che si fanno all’aperto, in luoghi completamente diversi, non racchiusi dentro ad un padiglione, dove abbinano gare a promozioni di prodotti. Tutti i grandi marchi li stanno seguendo. Li abbiamo incontrati, gli abbiamo fatto vedere i nostri spazi, gli sono piaciuti, per quest’anno avevano già fatto il programma, però per il prossimo anno ce la giochiamo”.

Strade bianche di Romagna (foto tratta dal sito stradebianchediromagna.it)

Tra gli altri eventi ricordiamo “Strade bianche di Romagna” che “ha avuto un grande successo e nel 2020 proveremo a farla partire da Imola, cercando di implementare il raduno. C’è tutto un movimento di ciclismo vintage legato a queste esperienze. Il cicloturismo, qiundi, è uno dei temi più forti da sviluppare, espressione perfetta per il nostro territorio, nel mondo muove un giro d’affari di 44 miliardi di euro, in Italia ne ricadono solo 3,6, quindi vi sono potenzialità enormi. Il cicloturista ha una buona possibilità di spesa, cerca servizi, ha buone permanenze. Si può anche pensare ad una scuola di ciclismo, avendo spazi come l’autodromo che si possono usare tutto l’anno in sicurezza. Sul trekking dobbiamo puntare maggiormente sui Cammini, da noi passano il Cammino di Sant’Antonio e quello di Dante”.

Sul tema natura e sport non possiamo dimenticare il golf, “abbiamo il Golf club di Castel San Pietro Terme, un 18 buche, che è il primo in regione, uno dei primi in Italia per numero di tesserati. Ha ospitato gli Open d’Italia nel 2018”.

Anche la Vena del Gesso può offrire esperienze uniche, “come una cena o uno spettacolo nella grotta dell’ex cava Marana, un luogo dove già si fanno eventi sfruttando una location unica nel suo genere. Non abbiamo le Dolomiti, ma certamente non mancano particolarità e suggestioni, inoltre il nostro territorio permette di fare queste esperienze tutto l’anno”.

Vena del Gesso Romagnola
(foto di PR Vena del Gesso Romagnola)

Lanzoni ci tiene a spiegare il valore del Parco della Vena del Gesso romagnola. “Il Parco è la spina dorsale del territorio, un turista riconosce nella presenza di un parco naturale un valore in più, quindi è un elemento qualitativo che fa alzare il livello del territorio, lo rende più visibile. Abbiamo centri visita, servizi come guide escursionistiche, ambientaliste, speleologiche per le visite in grotta. C’è il museo del Paesaggio faentino a Riolo Terme, la visita alla rocca di Brisighella, i sentieri dell’olio a Brisighella, il Giardino delle erbe officinali a Casola Valsenio, tutte offerte qualificanti”.

Le opportunità ci sono, ma non son o sufficienti, un territorio per essere competitivo deve lavorare maggiormente sui servizi, sulla comunicazione, sul materiale da presentare ai turisti: “Se ti presenti da un tour operator impreparato non c’è competizione con altri territori europei, ma anche italiani come il lago di Garda, la Toscana, il Trentino, dove sono strutturatissimi. Oggi la reputazione è tutto, nell’epoca dei social se arrivano due o tre critiche negative ti rovinano, quindi organizzare bene i servizi, poi iniziare a invitare i tour operator, fargli vedere le strutture, fargli conoscere il territorio. Ti chiedono se ci sono le bike room negli hotel e negli agriturismi. Fortunatamente c’è un mondo di privati, che, ciascuno nel suo piccolo, sta lavorando per cambiare. Alla fine si cresce se lavoriamo tutti assieme, se ognuno, privati, enti, istituzioni, fa la sua parte”.

Arte e Cultura

Un’opera di Miquel Barcelò

Questo è l’anno del Mic, il Museo delle ceramiche di Faenza, che si presenta con mostre di carattere internazionale: Attualmente è in corso la mostra di Barcelò (fino al 6 ottobre) poi a novembre tocca a Picasso. Faenza è punto di riferimento per la ceramica, perché ha la presidenza della Strada europea della Ceramica, importante riconoscimento a livello mondiale. Accanto a queste realtà di punta si aprono grandi spazi per promuovere tutto il territorio e i loro prodotti: andar per botteghe, andar per Borghi, rocche, castelli, con tuta la loro storia secolare. Imola nel 2019 sta sviluppando molte iniziative in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, se riusciamo a posizionare Imola come città di Caterina Sforza e di Leonardo, due grandi personaggi che hanno vissuto nello stesso periodo storico, si aprono grandi spazi, se non altro pensando che i primi turisti del nostro territorio vengono dalla Lombardia, quindi lavorare sul tema degli Sforza è vincente”.

Terme

Benessere e relax
“Abbiamo realtà termali interessanti con tutta una serie di prodotti nuovi molto incentivanti: fughe romantiche, acquapark wellness, Spa e massaggi, Detox (soggiorni disintossicanti, ndr). Le terme di Riolo sono storicamente conosciute, quelle di Castel San Pietro, dopo essere state acquisite dall’Anusca, sono in fase di grande rilancio, il Villaggio della Salute più nelle colline a sud della via Emilia è una realtà importante. A questo possiamo collegare il tema dell’enogastronomia. Visite a cantine e frantoi, corsi di assaggio con l’Associazione italiana sommelier, workshop e corsi di cucina con chef stellati, degustazioni guidate di vini… poi non dimentichiamo i nostri ristoranti e agriturismi. Partendo da Castel San Pietro Terme, città slow per eccellenza e capofila in Italia, dobbiamo valorizzare gli appuntamenti di qualità e tra questi certamente le sagre più autentiche”.

Le nuove tendenze del turismo
In un mondo che cambia, anche il turismo mostra nuovi volti e nuove modalità. “Noi siamo all’interno di un macro sistema dove i cambiamenti sono molto lenti, però ciò che stiamo riscontrando nella parte imolese è un’attenzione in crescita sul leisure, quel turismo legato all’arte, alla cultura, all’entroterra dei borghi, alle vacanze in plain air, rispetto a una caratteristica che vedeva a Imola una prevalenza di turismo business legato alle grandi imprese, alla fiera di Bologna, all’autodromo. Accanto al turista business, che entra in hotel la sera stanco ed esce al mattino presto per lavoro, che genera un fatturato alto perchè ha elevate capacità di spesa, ma il suo obiettivo non è il turismo nell’accezione classica del termine, sta crescendo un turista che ha nuove esigenze. Di conseguenza anche gli hotel si stanno trasformando, devono essere capaci di vendere più servizi complementari, chi sta alla reception deve avere una conoscenza del territorio, quindi il tema della formazione degli operatori è importante. Il turista leisure ha più tempo, chiede perché vuole vivere il luogo dove si trova, noi dobbiamo dargli tutti gli gli elementi in modo professionale, senza imporre, ma per farlo scegliere conoscendo ciò che esiste in questo territorio e vicino ad esso. Il nostro valore aggiunto, che dobbiamo imparare a vender meglio, è la posizione geografica centrale rispetto ad una serie di servizi (tra i primi l’aeroporto e la stazione di Bologna, veri e propri hub d’ingresso della Regione) e a luoghi di interesse turistico nazionale. Già sono tanti i turisti che restano una settimana o più, facendo base per poi spostarsi per andare a visitare Ravenna, Ferrara, Bologna, Firenze o, addirittura, per andare al mare in giornata. Nello stesso tempo però inizia ad apprezzare il nostro territorio turistico, in parte poco conosciuto anche dagli italiani, ma con aspetti fantastrici”.

Non sembra però facile “portare via” turisti a zone molto più conosciute, ad esempio la riviera romagnola. “Certo non è facile. Parchi giochi, parchi tematici, attrazioni di tutti i tipi trattengono il turista. Sei vincente se arrivi a lui prima che organizzi il viaggio. Devi dargli tutti gli elementi al paese di origine, cosi decide cosa fare e come organizzarsi la vacanza giorno per giorno. E’ chiaro che tra i milioni di turisti della costa, qualcuno riesci a spostarlo nell’entroterra, ma sei molto più efficace se arrivi a lui prima che parta”.

Qui entra in gioco la promozione, le strategie comunicative. “Dobbiamo muoverci per andare ad incontrare chi organizza i pacchetti, chi dà le informazioni, fino al turista stesso. Andare alle fiere, lavorare sui press tour, coi giornalisti dei Paesi che ci interessano, con gli operatori di quei paesi, invitarli da noi, fargli provare le esperienze che si possono vivere, le realtà che si possono vedere, fargli toccare con mano le nostre aziende vitivinicole, agricole, i ristoranti, gli agriturismi, fargli visitare i sentieri del Parco, fargli vedere vedere le strutture e così potranno poi fare conoscere ciò che hanno visto”.

Il turista oggi
“Il turismo si spacca in due, una parte viaggia ancora con i gruppi, quindi un turismo organizzato, va all’agenzia viaggi e compra il pacchetto, dall’altra parte, in crescita, persone di una fascia di età sotto i 50 anni, che si organizzano la vacanza, prenotano il viaggio, l’hotel, il trasporto, ma anche il servizio, il ristorante, la visita guidata online. Bisogna, quindi, lavorare su due fronti: con il mondo dell’intermediazione, tour operator e agenzie, e attraverso il web (sito, facebook, instagram), attraverso quei canali, meno costosi, ma più efficaci e mirati verso una determinata tipologia di turisti, quelli che si muovono per conto proprio, in piccoli gruppi, dandogli informazioni chiare, corrette e verificabili prima o nel momento in cui devono scegliere la destinazione. Inoltre è in crescita il turismo esperienziale, al quale non basta l’enoteca dove assaggiare un bicchiere di vino, ma vuol andare in un cantina per conoscere tutto il ciclo che porta alla bottiglia di vino, il terreno e il luogo dove nasce e così via. Teniamo conto che molti hanno già visto un bel pezzo d’Italia e quindi sono alla ricerca di nuovi territori, autentici, originali. Noi siamo vincenti se siamo bravi a valorizzare il nostro territorio come territorio autentico. Siamo andati per la prima volta in Francia con la Regione al Salone internazionale del turismo, la principale fiera outdoor. Dall’Italia c’erano solo l’Emilia Romagna e l’Abruzzo, i francesi sono all’avanguardia sull’avventura e sul turismo en pain air ovvero quel turismo che si rivolge a tutti coloro che decidono di viaggiare e vivere la vacanza a stretto contatto con la natura e la cultura dei luoghi visitati. Le nostre proposte hanno avuto un ottimo successo”.

Le infrastrutture
Se il territorio imolese ha 170 strutture ricettive, in particolare alberghi e hotel, con 1.925 camere e oltre 3.800 posti letto, il faentina se la gioca con un tessuto ricettivo basato sull’extra alberghiero, piccole strutture, agriturismi, B&B, sparse in tutto il territorio e anche in città. Ma ciò che fa la differenza sono le infrastrutture. “Puoi avere il posto più bello del mondo, ma se hai dei limiti nella fruibilità sei perdente. Il tema dei trasporto nel nostro territorio è fondamentale ed è una delle criticità da migliorare. Ad esempio, nella parte faentina, la domenica da Riolo Terme non hai un collegamento con Brisighella, cosa che bisogna prevedere per collegare due borghi tra i più belli, Riolo ha una grande capacità ricettiva avendo le Terme, ma se non hai un mezzo privato non puoi raggiungere Brisighella. Si può sopperire con i servizi dedicati, come stiamo facendo sul Ciclobrevetto dove abbiamo fatto delle convenzioni, non solo con strutture ricettive ed enogastronomiche, ma anche con chi può fornire i servizi, ad esempio Coop Traporti di Riolo e Liverani Go…Happy di Brisighella, che hanno dotato i loro mezzi di carrelli per il trasporto delle biciclette. In tema di assistenza abbiamo convenzione con meccanici che hanno dei furgoncini e la sera possono andare negli hotel a sistemare le bicicletta, gli stessi hotel hanno attrezzi e quant’altro possa servire per un rapida riparazione”.

Anche la mobilità è importante: “E’ difficile spiegare ad un turista del nord Europa che a Castel del Rio deve stare sulla Montanara perché non c’è una pista ciclabile. I turisti cercano percorsi in sicurezza”.
Qui entra in gioco l’ipotizzata ciclabile che dovrebbe collegare quantomeno Imola a Castel del Rio. “Ormai dovremmo esserci, certo va gestita bene, concordata con i soggetti interessati, ad esempio gli agricoltori, per i quali può costituire un ulteriore volano per avere più visibilità e la possibilità di vendere i loro prodotti lungo i punti dedicati della pista ciclabile. Una infrastruttura del genere è fondamentale per la Vallata del Santerno. Nel frattempo la Casa del Fiume a Fontanelice ospita il Centro visita del Parco. Nella parte di competenza della Valle del Senio, si

Grotta di Re Tiberio a Casola Valsenio

sta investendo sul nuovo centro visita della grotta di Re Tiberio, che è proprio sul sentiero dell’alta via dei parchi, tra Borgo Tossignano e il parco Carnè e spezzerebbe in due questa tratta molto lunga. Si sta lavorando per mettere ogni tassello al posto giusto”.

Sul fronte comunicativo, è stato fatto un profondo rinnovamento del sito, dove è possibile trovare tante informazioni, si possono scaricare le cartine. Vi è poi Geo- IF (scaricabile dalla play list di google), un’app per il cellulare dove è possibile trovare la mappa di tutti gli itinerari, i servizi e altre informazioni attinenti i territori. Tutte le strutture sono mappate e georeferenziate nella app nelle sezioni Romagna 4 bike e Mtb e Gravel Train. “Cerchiamo di rendere fruibile il territorio dando strumenti che permettano di avere tutte le informazioni necessarie per muoversi e soggiornare. Il materiale viene distribuito in tutti i punti informazioni, negli hotel e in tutti i luoghi dove possono passare potenziali turisti, ad esempio l’Outlet di Castel Guelfo che con 2 milioni e mezzo di visitatori all’anno è il posto più frequentato del territorio.

Cos’è IF
“IF è una società consortile, fa parte di quelle che si definiscono le Dmc (Destination management company), società complesse che organizzano tuta la filiera turistica, dall’informazione alla promozione, dalla commercializzazione alla gestione di spazi ed eventi. Ha 75 soci, un capitale con prevalenza privata, circa il 55% sono imprese e associazioni che hanno interesse a sviluppare il turismo nel territorio, e il 45% pubblico (Con.Ami con oltre il 43%, Circondario imolese 1% Unione Romagna faentina 1,5 %, Parco Vena del Gesso con una piccolissima quota. Tutti i soci versano una quota associativa che pesa per circa un 17, 18% del nostro giro d’affari, il resto sono risorse del bando sulla promocommercializzazione e dei bandi che vinciamo per la gestione dell’imposta di soggiorno per conto dei Comuni. C’è poi una commercializzazione diretta: gestione delle visite, i tour, lo shop dell’autodromo sul quale c’è un impegno forte, perché da qui passano 300.000 persone all’anno e quindi è un bel bacino. Qualche sponsorizzazione e un po’ di commissioni sulle camere quando gestiamo gruppi per eventi importanti, vendiamo anche qualche servizio di progettazione. La caratteristica di IF è che è che al suo interno ha figure con competenze progettuali di altissimo profilo”.

IF ha una struttura leggera composta da nove persone; “Operiamo su tre sedi, tre persone sono all’Outlet di Castel Guelfo, sempre aperto tutti i giorni. Il contributo dell’Outlet copre il costo di questi operatori che svolgono attività informativa, fanno servizi per l’intera struttura dell’Outlet e collaborano all’organizzazione degli eventi. Due sono a Riolo, quattro all’autodromo, nella sede centrale di IF. A Faenza gestiamo lo Iat, ma con una persona della Pro Loco”.

(Valerio Zanotti)