Imola. Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di una cittadina imolese, Manuela Tampieri, sul tema della salute a Imola.  “Nel mese di maggio io e mio marito abbiamo avuto modo di partecipare al teatro comunale di Imola all’incontro organizzato dal Lions club Valsanterno, con il meteorologo e climatologo Luca Mercalli che ammiro, da tempo, per la costante divulgazione scientifica sulle tematiche ambientali.
L’aspettativa che avevo è andata oltre le previsioni. Ha parlato molto e con dovizia di particolari del clima mondiale, della siccità, delle alluvioni, fenomeni con cui già stiamo convivendo e a cui dovremmo sempre più abituarci.
Ha poi continuato parlando della nube di smog che copre la Pianura Padana e quindi anche la nostra Regione. Sapevo già che l’Emilia Romagna, essendo chiusa tra le Alpi e la parte iniziale degli Appennini, aveva una densità di smog molto alta e quindi la slide che fotografava questa situazione, per quanto preoccupante, non è stata per me una novità.

Malattie del sistema respiratorio

Ciò che invece mi ha stupita e sorpresa sono state le slide successive riguardo alcuni primati negativi che ha Imola e che mi hanno fatto sussultare.
Slide che attestano Imola, in un confronto tra le province della Regione, al primo posto per tassi di mortalità per malattie del sistema respiratorio, per cirrosi e altre malattie croniche del fegato. Ma anche se non deteniamo il primato non andiamo meglio se si tratta di apparato digerente e di basse vie respiratorie o dell’apparato genitourinario. Siamo nella media fra le province emiliano romagnole se si parli invece di leucemie.

Cirrosi e altre malattie croniche del fegato


Ora, pur sapendo di non vivere nelle verdi praterie alpine, non riuscivo a capacitarmi di cosa potesse collocare Imola non solo al primo posto ma con valori che superano ampiamente la media regionale.

Nei giorni successivi ho cercato di approfondire. Ho preso contatto con l’avvocato Farina del Lions Club Valsanterno, che era sul palco per la presentazione di Mercalli, e dopo uno scambio di e-mail e grazie alla sua disponibilità, ho avuto le slide.

Queste sono state prese dal dossier dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale riguardo l’atlante della mortalità in Emilia Romagna 2009-2013. Quindi slide della Regione Emilia Romagna.

Malattie dell’apparato digerente

Sicuramente Imola ha una sua industrializzazione che però pensavo non avesse paragoni, con il Petrolchimico di Ravenna, con il polo ceramico modenese, o il polo cementiero piacentino per non parlare degli allevamenti intensivi zootecnici di Parma, Reggio e Modena.
Mi sono quindi posta delle domande che, tramite il suo giornale, rivolgo ai dirigenti della Regione Emilia Romagna e all’Ausl di Imola.
Vorrei sapere se questi dati sono stati resi pubblici non solo sul link della Regione Emilia Romagna ma anche attraverso la stampa locale e non. Inoltre

Malattie croniche delle basse vie respiratorie

chiedo se a fronte di questi dati preoccupanti sia stato messo al corrente l’allora Comune di Imola e se si sia cercato di indagare la causa o le cause di questi primati negativi.

Proprio sul suo giornale on line Leggilanotizia ho letto che per il Noe c’è il reato di inquinamento ambientale della discarica di via Pediano.
A suo tempo, con i dati della Regione, furono fatte delle indagini riguardo una possibile correlazione con la discarica?

Allego alla lettera le slide di cui Le ho accennato chiedendoLe di pubblicarne almeno una in quanto l’immagine più delle parole rendono meglio la situazione”.

(Manuela Tampieri)

 

Malattie dell’apparato genitourinario

Fin qui la lettera che, però merita alcune considerazioni. Noi non sappiamo quanti cittadini imolesi siano a conoscenza di questi dati e, qualora lo fossero, se la loro preoccupazione sia al pari di quella della sig.a Tampieri. Non lo sappiamo, ma immaginiamo che chiunque di fronte a queste tabelle un minimo di preoccupazione l’avrebbe, se non per se stessi, almeno per i propri figli.

Io non credo ci sia una causa unica per questa situazione, piuttosto un insieme di problematiche che sommate tra loro ci fanno vivere in un territorio maggiormente a rischio di altri. Non sono uno scienziato e nemmeno un medico, ma una cosa mi ha sempre spaventato: quando si afferma, rispetto a qualcosa che ingeriamo (acqua o cibo che siano) o respiriamo, che i residui di sostanze potenzialmente dannose contenuti in ciò che mangiamo, beviamo o respiriamo sono dentro ai limiti di legge. Ma sono mai stati fatti degli studi seri per capire se l’effetto somma di questi residui, che stanno dentro ai limiti di legge, può comunque causare danni alla nostra salute?

Leucemie

In una iniziativa alla quale ho partecipato ho sentito dire da autorevoli medici che operano nel campo della ricerca contro il cancro, che il territorio emiliano romagnolo assomma una serie di situazioni negative: da una parte l’impatto di tutto l’inquinamento atmosferico che trova terreno fertile dal nord verso la Pianura Padana, dall’altro un utilizzo nel corso dei decenni di antiparassitari, erbicidi e altre sostanze tossiche per potere sviluppare quell’agricoltura estensiva, scelta come modello di sviluppo dell’agricoltura in Emilia Romagna, infine la qualità di ciò che beviamo e mangiamo.

Ecco forse tutto questo spiega perchè stiamo vivendo questa situazione, ma cos’ha Imola in più degli altri? E questo è l’altro aspetto che mi sconcerta. Intanto è mai possibile che gli ultimi dati disponibili siano quelli del quinquennio 2009 – 2013? Quelli più recenti che fine hanno fatto? E ancora, quando chiedi spiegazione in merito ai dati sembra quasi che la domanda sia accolta con fastidio. Ma come? A cominciare dai sindaci, che sono i primi responsabile della salute di un territorio, e subito dietro Asl e Arpae, non dovrebbero essere loro a tutelare la nostra salute? Non dovrebbero essere loro i primi a preoccuparsi se i dati dicono questo e, quindi, cercare di capire, intanto, cosa dicono dati più recenti e poi avviare una serie di valutazioni e di studi per definirne le cause e avviare delle contromisure?

In un’epoca, che si trascina da decenni, nella quale avvertiamo un profondo distacco tra  istituzioni e cittadini, con una disaffezione al bene pubblico che sta favorendo un incattivirsi dei rapporti sociali con caduta verticale di qualsiasi principio di solidarietà, crediamo che molte di queste istituzioni (amministrazioni comunali, Asl, Arpae) abbiano contribuito non poco a questa perdita di credibilità e ad alimentare la sfiducia dei citadini.

Nel nostro piccolo, a Imola, abbiamo assistito in questi anni a balletti incredibili, ad esempio, sui dati della discarica e su quelli del rumore all’autodromo, salvo poi negli ultimi tempi accorgersi che molte preoccupazioni dei cittadini non erano a caso. Mancanza di trasparenza, tentativi anche patetici di nascondere la realtà. Come si pretende allora che i cittadini credano a priori a ciò che gli viene detto?

Forse sarebbe il caso che ciscuno ricominciasse a fare ciò per cui occupa certi posti. In maniera trasparente. Perchè se tutto va bene, meglio per tutti, ma se invece qualcosa non va, come questi dati farebbero intuire, allora è giunta l’ora di affrontare la situazione con tutta la chiarezza possibile, mettendo in capo strumenti e professionalità, che certamente non mancano, per iniziare ad affrontare realmente i problemi per quello che sono e che i dati dimostrano.

(Valerio Zanotti)