Bologna. Si è riunito il tavolo di salvaguardia occupazionale dei lavoratori dell’accoglienza in Città metropolitana a Bologna. La Cgil confederale e di categoria ha ribadito che “il tema occupazionale è una priorità per le i sindacaticonfederali non da oggi ma dal 27/11/18, cioè da quando è stato approvato il ddl 840/2018; era chiaro fin da allora che si andava verso lo smaltellamento di un sistema basato sull’accoglienza e l’integrazione, finalizzato a un modello sociale solidale che vede nei migranti non un problema ma una risorsa per il Paese. La riduzione delle risorse, e un modello basato solo sulla mera sorveglianza, portano con sè anche un problema occupazionale. Per questo fin da subito i sindacati confederali e di categoria di Bologna hanno chiesto un tavolo metropolitano che, infatti, si era più volte già riunito prima di oggi”.

Per quantio riguarda la chiusura dell’Hub di  via Mattei, che ha costituito una improvvisa accelerazione del processo già delinato dal decreto Salvini, ribadisce che si tratta “di una scelta scellerata e pericolosa che ha visto, per fortuna, grazie alla mobilitazione dei sindacati, dei lavoratori, della società civile e delle Istituzioni, un fronte compatto che ha potuto respingere l’idea del ministro di creare a Bologna il caos”.

Dopo la civile soluzione trovata ai migranti, “ora la priorità è tutelare reddito e  professionalità degli operatori; al tavolo si è chiesto agli assessori presenti di incontrare celermente gli attuali gestori e la Prefettura per definire tempi certi sulla riapertura dell’Hub di via Mattei (il bando comunque finiva il 30 giugno), anche al fine di tutelare chi eventualmente si aggiudica il nuovo bando e si trova con la struttura, di fatto, chiusa; la possibilità di ricollocare i lavoratori in altre realtà delle attuali cooperative che operavano in via Mattei”.

Sarà inevitabile pensare anche ad eventuali ammortizzatori sociali che diano reddito e impediscano licenziamenti.
Come abbiamo già sostenuto, “per noi non ci sono lavoratori di serie A e di serie B; i lavoratori dell’accoglienza vanno tutelati come tutti gli altri coinvolti da altri tipi di crisi sul territorio locale e/o nazionale; hanno la stessa dignità e gli stessi diritti. Non solo questo governo non crea lavoro ma addirittura crea disoccupazione tra quei  tanti giovani che avevano anche scelto di lavorare per un welfare di cui il Paese avrebbe un gran bisogno. Un paradosso per il nostro Paese che si sta sempre più isolando anche nel panorama europeo”, conclude la Cgil.

(a cura di m.z.)