Lugo (Ra). Il voto del 26 maggio ha detto che il nuovo sindaco di Lugo è quello vecchio Davide Ranalli. Tutto chiaro? Non del tutto perché come sempre i cittadini lanciano ai govenanti e agli oppositori segnali che meritano di essere analizzati con calma, senza arrivare a conclusioni precipitose.

E il caso di Lugo ne è un esempio.

Ranalli ha vinto ma i suoi assessori (quelli candidati) non escono affatto bene da questa tornata; vuol dire che gli elettori hanno bocciato il sindaco? Ovvio che no, ma si può certamente interpretare questa scelta come un’ambiguità e un volersi tenere le mani libere: il sindaco è Ranalli ma noi elettori abbiamo gli strumenti per fare opposizioni alle scelte non condivise. D’altronde un comitato del no non si nega a nessuno….

E Se Ranalli ha buone ragioni per riflettere (e attendiamo segnali) gli sconfitti hanno qualche ferita da rimarginare.

A partire da Silvano Verlicchi che per ragioni anagrafiche vede definitivamente sfumare il sogno di governare o cogovernare Lugo, anzi è arrivato addirittura secondo nella sua lista e staremo a vedere se gli altri eletti avranno voglia di passare altri cinque anni stando all’opposizione sotto l’ombrello ingombrante di Salvini.

Tornando al vincitore possiamo ricordare a Ranalli che il sindaco di Massa Lombarda, Daniele Bassi al termine del suo mandato non solo ha mandato in pensione la sua opposizione, ma uno dei suoi antagonisti è oggi in giunta con lui.

Fare politica è un’arte complessa e di questi tempi è meglio non commettere errori…

 

(m.z.)