La sede del ConAmi in via Mentana

Come cambiano le carte nel giro di un solo giorno. Il 19 giugno, all’assemblea di Con.Ami in seconda convocazione, la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi, che il giorno prima non si sentiva bene di salute e non ha partecipato, si è presentata fresca come una rosa ma al contrario del 18 giugno quando era presente il numero legale di primi cittadini (14) se ne è trovata davanti solamente nove fra i quali quello di Castel San Pietro Fausto Tinti, di Medicina Matteo Montanari e di Mordano Nicola Tassinari. Assenti, invece, i primi cittadini del Faentino che, molto arrabbiati con la Sangiorgi, hanno disertato. Di conseguenza, si è riproposto il muro contro muro che va avanti da un anno sulle interpretazioni giuridiche, sui tatticismi che hanno preso il sopravvento sulla buona politica.

I sindaci del Pd del Circondario, dopo lo smacco subito il 18 giugno, hanno fatto sentire all’unisono la loro  voce. “Siamo presenti al solo scopo di mettere a verbale – hanno dichiarato i nove sindaci – che questo modo di convocare in prima e seconda convocazione l’assemblea viola lo Statuto che prevede la convocazione in un’unica seduta come peraltro è sempre avvenuto in passato e di norma anche sotto questa presidenza. Si tratta di un metodo che la presidente Sangiorgi utilizza non sempre, ma solo a suo piacimento quando le fa comodo come escamotage e pertanto è illegittimo e illecito”.

“All’assemblea convocata per il 18 giugno – hanno ricordato i sindaci – eravamo presenti in 14 ma la sindaca di Imola (che ha il 66% delle quote del Con.Ami,ndr) non si è presentata così da far mancare il numero legale e avere il pretesto per la convocazione odierna che pertanto disconosciamo essendo strumentale a una condotta fraudolenta da parte della presidente che è anche recidiva avendo già utilizzato impropriamente questa sua influenza a gennaio”.

Infine, i sindaci esplicitamente dicono: “Disconosciamo e sfiduciamo fin da ora il CdA che venga oggi nominato dalla presidente unilateralmente e senza il concerto con gli altri consociati come da Statuto. Contestiamo la legittimità della lista di nominativi depositata in quanto in violazione dello Statuto  sia perché fuori termini di tempo sia senza la sottoscrizione di almeno altri quattro Comuni consorziati. A questo punto ci riserviamo di agire in tutte le sedi giudiziarie competenti”. E non è escluso un esposto alla Procura della Repubblica per abuso del ruolo che ha la Sangiorgi. Il tema è sempre quello che si ripete da un anno: la sindaca di Imola considera il Con.Ami assimilabile alle spa e quindi ha proceduto all’approvazione del progetto di bilancio consuntivo 2018 e alla nomina del nuovo CdA secondo l’articolo 114 del Tuel (Enti locali) e l’articolo 169 del codice civile, ma i sindaci sono sicuri che il Con.Ami sia formato da un gruppo di Comuni, con un suo preciso Statuto, e quindi ben diverso da una spa

Anche il collegio dei revisori dei conti del Con.Ami ha sottolineato alla presidente dell’assemblea che quest’ultima non era stata legalmente costituita, ma la Sangiorgi che si è ripresa benissimo dalla breve malattia del giorno precedente ed era determinata e sorridente in giacca azzurra non ha battuto ciglio e ha proceduto all’approvazione del progetto di bilancio consuntivo 2018 e successivamente al nuovo CdA “con il presidente Andrea Garofalo e Gianguido Roversi che sono due tecnici con un ottimo curriculum, l’avvocato Giulio Cristofori che è sempre andato bene a tutti i soci, Francesca Cardelli Nanni avvocato di Imola che conosce bene le dinamiche del Con.Ami per esservi già stata in precedenza e la dottoressa Susanna Caroli che conosce anch’essa il Consorzio. Entrambe erano già state proposte nelle precedenti cinquine”. Il tutto confezionato poco dopo in un video su Facebook con il suo vice Patrik Cavina dove la Sangiorgi si è dimostrata felice “perché si parlava del progetto di bilancio consuntivo positivo per distribuire gli utili che ammontano a 9,2 milioni. Abbiamo messo fine a una situazione si stallo, bisognava smetterla con le logiche partitiche. Ora rimbocchiamoci le maniche e diamo delle risposte”.

Nella nuova situazione, la Sangiorgi di fatto ha almeno tre persone di sua fiducia nel Cda e ha anche tenuto conto delle quote rosa con la presenza di due donne. Entro due settimane circa, però, l’assemblea dovrebbe essere riconvocata per approvare il bilancio consuntivo (finora è il progetto) ed è altamente probabile che si ripeterà il uro contro muro con gli altri sindaci che intanto avranno iniziato a muoversi per vie giudiziarie.

(m.m.)