La Guardia di Finanza di Bologna ha contestato a una spa di Imola l’evasione di circa due milioni di euro di Iva. Una serie di accertamenti sull’azienda imolese, che lavora nel settore della fabbricazione di imballaggi in legno, avrebbero presentato anomalie connesse al ricorso al cosiddetto “appalto non genuino”, ovvero a inadempienze retributive e contributive (in caso di inadempienza retributiva l’obbligo è in capo allo pseudo appaltatore, in caso di inadempienza contributiva l’obbligo è invece in capo all’utilizzatore ovvero al datore di lavoro di fatto).

Al momento, non sono stati riscontrati risvolti penali, ma l’Agenzia delle Entrate, nei confronti del titolare italiano fra i 40 e i 50 anni, potrebbe dare un avviso di accertamento per recuperare quanto evaso. Le  Fiamme gialle con una serie di indagini sono venute a sapere come, tra il 2014 e il 2018, la società di Imola abbia stipulato con tre imprese casertane contratti di appalto relativi all’esecuzione di prestazioni di servizi che celavano casi di somministrazione illecita di manodopera. Un ‘meccanismo’, hanno ricostruito i finanzieri, tramite il quale la spa imolese avrebbe aumentato il personale interno con altri lavoratori, formalmente alle dipendenze di altre società non autorizzate all’esercizio della somministrazione di forza lavoro.