La sindaca di Imola Manuela Sangiorgi

Un’altra, ennesima tempesta, sta per abbattersi sul Con.Ami. Nemmeno una settimana dopo aver nominato in solitaria un CdA a cinque e avere fatto sfoggio di grande sicurezza su Facebook, la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi si trova già a fare i conti con la prima defezione.

“Mi rammarica apprendere della manifestata volontà di Francesca Cardelli Nanni di non accettare l’incarico di consigliere all’interno del rinnovato consiglio di amministrazione del consorzio Con.Ami nonostante un colloquio esplicativo con la sottoscritta nel quale si era fortemente sottolineata  l’importanza della disponibilità dell’impegno al cospetto dell’intera comunità territoriale – scrive in un comunicato stampa la sindaca -. Una realtà che la Cardelli Nanni conosce bene essendone riconosciuta e  apprezzata espressione per competenza ed esperienza già maturata all’interno del Consorzio nel precedente mandato, importanti elementi che hanno sempre trovato palese convergenza tra me e gli altri sindaci in sede di valutazione delle candidature. Desidero invitare i colleghi sindaci, ad un senso di responsabilità e nell’interesse dei territori serviti dal Con.Ami, ad indicare il nominativo, fra quelli da loro depositati, del sostituto per il completamento del Cda, che possa quindi essere espressione e rappresentanza, oltre a Susanna Caroli, degli altri soci”.

Un appello destinato a rimanere inascoltato dopo che gran parte degli altri sindaci erano usciti dall’assemblea in seconda convocazione considerandola illegittima per più di un motivo.

“Non andremo certamente a mettere una toppa a un grande buco creato dalla sindaca, non possiamo legittimare un CdA non conforme allo Statuto nominato in solitaria dalla sindaca di Imola che si è sottratta al confronto in prima convocazione – sottolinea deciso il sindaco Pd di Medicina Matteo Montanari -. Se si potesse andare in assemblea dei soci solamente in seconda convocazione, la Sangiorgi potrebbe decidere da sola su tutto, perfino di vendere l’acquedotto di Medicina senza consultarci. Non daremo un nome sostitutivo della Cardelli Nanni, anzi manderemo agli altri componenti del CdA delle diffide ad accettare le nomine. Se anche la Caroli non accetterà, il CdA privo di donne avrà un altro motivo per non essere valido”.

In seguito, sempre il 25 giugno, i sindaci di Faenza Giovanni Malpezzi, di Castel San Pietro Fausto Tinti, di Medicina Matteo Montanari, di Massalombarda Daniele Bassi, Di Castelbolognese Luca Della Godenza e di Riolo Terme Alfonso Nicolardi hanno mandato una lettera aperta ai cittadini: “L’assemblea della settimana scorsa, convocata dalla Sangiorgi per la seconda volta in maniera strumentale e illegittima, violando lo Statuto, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Come Sindaci e Ufficiali di Governo non potevamo rimanere inerti di fronte alla sistematica violazione di principi e norme che regolano il Con.Ami e per questo abbiamo deciso di presentare un esposto alla Magistratura penale affinché valuti l’operato della Sindaca Manuela Sangiorgi, nella sua veste di Presidente dell’Assemblea. Una violazione sistematica che è stata contestata per iscritto e a verbale anche dal Collegio dei Revisori, organo indipendente di controllo contabile e di legittimità. Ci siamo rivolti anche al Prefetto, perché nomini un commissario che, da organo terzo e neutrale, si adoperi per operare quella mediazione che la Sangiorgi, pur essendo Presidente dell’assemblea, non ha voluto esercitare. Ci assumiamo in pieno le responsabilità di questo: ai nostri cittadini dobbiamo trasparenza e rispetto delle regole, perché questo è lo spirito che ha sempre mosso il Con.Ami. Abbiamo sempre e solo chiesto il rispetto dello Statuto e una lista di nomi condivisa. A distanza di dieci mesi dall’inizio del confronto, abbiamo capito che un accordo è impossibile perché la Sangiorgi tratta il Consorzio come se fosse una cosa di sua proprietà”.

(m.m.)