Bologna. Siamo con Carlo Parente della Filt Cgil (lavoratori dei trasporti) per approfondire quanto era emerso da un comunicato che il sindacato aveva indirizzato agli organi di stampa e non solo per richiamare l’attenzione sulle situazioni di tensione che vivono, all’Interporto, i dipendenti che operano nell’appalto Fercam. Una sigla sindacale autonoma opera in maniera fin troppo muscolare e nonostante le sollecitazioni i datori di lavoro non sono intervenuti.

Parrebbe strano, (un sindacato che chiede tutela dai soprusi proprio ai datori di lavoro?) ma per capire cosa succede bisogna seguire Carlo Parente che ci ha illustrato cosa vuol dire lavorare negli appalti della logistica. “Questa è un’attività che viene normalmente esternalizzata, quindi un settore che è governato, per la quasi totalità da società appaltatrici. Gli appalti non sono regolamentati bene dalla legge e questa situazione ha generato molti tipi di problemi, a partire da una frequente disapplicazione dei contratti nazionali di lavoro, per arrivare all’abuso di alcune tipologie contrattuali e per finire alla violazione delle leggi”.

Questo è quindi un settore che va guardato con occhi particolari.
“Si, partiamo dalle società appaltatrici: cambiamo in media ogni due anni, ma abbiamo anche casi che durano solo 12 mesi e qualche volta meno. Cambiare la società appaltatrice vuol dire essere licenziati dalla vecchia azienda e assunti da quella che subentra. E la stessa società entra nell’operazione sapendo di avere di fronte al massimo un paio di anni di lavoro e quindi il primo obbiettivo è chiaro : ottenere il massimo da questa attività. Non hanno quindi interesse a far crescere la qualità del personale, e il lavoratore vive queste società non come veri datori di lavoro. Queste situazioni generano una debolezza delle società appaltatrici nella gestione del personale”.

Fatta questa premessa veniamo alla situazione che avete denunciato e per la quale chiedete interventi urgenti da chi ne ha facoltà.
“Il Caso Fercam è esemplare. Questa azienda non ha personale per i suoi magazzini e quindi ricorre a subappalti che assumo il personale necessario. In questo caso si tratta della Hdp srl, a sua volta consorziata con Alka servizi; si parla di circa 200 dipendenti ma Fercam non ha suoi dipendenti nei magazzini, solo alcuni impiegati. Nel comunicato abbiamo denunciato dei brutti episodi, accaduti negli ultimi due, tre mesi che avevano come comun denominatore una pressione esplicita dei SI Cobas nei confronti della società appaltatrice contro alcuni lavoratori (impiegati dalla Hdp)”.

Cosa si può fare?
“Stiamo valutando iniziative legali, anche se durante l’ultimo sciopero del 17 giugno, più soggetti, hanno chiamato i carabinieri”.

E poi cosa è successo?
“Hanno fatto delle domande ai presenti ma a quel che ci risulta nulla è stato verbalizzato”.

IL sindacato ha chiesto un incontro urgente (vedi allegati) all’ente di controllo dell’interporto, e alle societa appaltatrici, ma al momento non si sa quando sarà possibile effettuare questa comune riflessione su ciò che avviene nel pianeta Interporto.

(m.z.)

Protocollo-Intesa-Interporto_13-07-2017

Richiesta di incontro urgente