Il capogruppo del Pd Roberto Visani e, sotto, l’assessore Andrea Longhi

Imola. Una commissione consiliare “calda” in una caldissima estate. Il 2 luglio si è parlato del nuovo  regolamento della Polizia locale e, conseguentemente, del tema sicurezza in città con la vistosa assenza, su un argomento a loro dire così importante, di consiglieri della Lega.

C’era invece l’assessore Andrea Longhi che deve essere ancora giudicato dai probiviri del Movimento 5 stelle per una condanna definitiva passata in Cassazione, di cui oggi però non c’è traccia nel casellario giudiziario. Imola è stata fra i primissimi Comuni ad applicare da subito e senza ombra di dubbio il decreto Salvini e da qui è sorta una battaglia dai toni aspri fra il capogruppo del Pd Roberto Visani e l’assessore Longhi.

“La giunta di Imola ormai è completamente ‘salvinizzata’ e il consigliere Simone Carapia ha un’intesa particolare con la giunta – ha attaccato Visani -. Le modifiche al regolamento di polizia locale servono solo a nascondere il fallimento e le bugie della sindaca Manuela Sangiorgi che in campagna elettorale aveva promesso dieci agenti in più e dopo un anno si ritrova invece con tre agenti in meno e senza più il comandante della Pm. Quando parliamo di sicurezza non servono gli slogan ma occorre concretezza. Pensare di rafforzare la sicurezza con la polizia municipale sotto organico e senza aumentare il presidio del territorio significa illudere i cittadini. L’idea poi di introdurre a Imola delle zone rosse dove applicare in modo indiscriminato il Daspo urbano, allontanando le persone ritenute ‘fastidiose’, è come mettere la polvere sotto il tappeto. Longhi, che rappresenta la Lega in giunta, ha chiesto di poter dare il Taser (la pistola elettrica, ndr) in dotazione alla polizia locale”.

Ciò ha innescato un forte battibecco fra Visani e Longhi nel quale si sono dati l’un l’altro più volte del “bugiardo” tanto che Longhi ha perso le staffe bollando le parole di Visani come “cazzate” perché l’assessore aveva solamente chiesto al prefetto chiarimenti sulla possibilità o meno di applicare misure quali il Taser, cosa che non era completamente chiarita nella legge.

Per il Movimento 5 stelle, il consigliere Andrea Cerulli è intervenuto allo scopo di sottolineare “come il Pd imolese disconosce se stesso criticando la legge Minniti che è solamente stata implementata dal decreto Salvini. Il decreto di polizia urbana invece va nella giusta direzione della legalità e miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Un grazie all’assessore Longhi per il lavoro fatto nella giusta direzione”.

Il capogruppo di Patto per Imola Giuseppe Palazzolo ha fatto notare “come al governo nazionale Movimento 5 stelle e Lega stiano insieme e quindi non ci si deve meravigliare se esistono convergenze pure a livello locale”.

Lo stesso Palazzolo ha poi sottolineato che anche sotto la sede dei gruppi consiliare si assista spesso a situazioni di degrado e di accattonaggio, cosa constatabile pure il 2 luglio. Su tale argomento, è arrivata la conferma della vicecomandante della Pm Marina Morara che ha parlato “di fogli di via con persone dedite alla prostituzione, la possibilità di allontanamento da 48 ore fino a divieti di 12 mesi con la possibilità di inasprire fortemente le pene in caso di reiterazione dell’accattonaggio molesto che si può trovare in centro storico, alla stazione ferroviaria, in zona ospedale e perfino nelle biblioteche”.

(m.m.)