Vincere un campionato grazie ai bomber? Nossignore, perché la tradizione italiana vede da sempre la difesa in cima alla lista. Senza voler necessariamente chiamare in causa il più classico dei catenacci, è pur vero che oggi gli scudetti (e non solo) vengono alzati dalle migliori difese. E non è un caso che il calciomercato di quest’anno, almeno durante queste prime settimane, parli la lingua dei difensori: come sottolineato anche da Eurosport, i grandi colpi finora riguardano soprattutto la retroguardia, da parte interista e da parte napoletana, con la Juve che probabilmente seguirà a breve il trend. Ecco perché conviene approfondire questo concetto, e scoprire quali strategie stanno seguendo le big nostrane.

Sarà un campionato a colpi di difesa
Arriviamo subito al dunque: Inter e Napoli proveranno a contendere lo scudetto alla Juve, ancora favorita secondo le scommesse sulla Serie A di William Hill. E lo faranno senza acquistare i Cristiano Ronaldo e i Messi di turno, ma puntando sul potenziamento delle proprie linee difensive. Hanno iniziato i nerazzurri, mettendo a segno mesi fa un colpo da urlo, per di più a zero: si tratta del campione Godin, in scadenza di contratto con l’Atletico Madrid, annunciato ufficialmente pochi giorni fa.

Il Napoli non è ovviamente rimasto a guardare, dato che di recente ha chiuso il suo personale colpo difensivo, portando in azzurro il fortissimo centrale greco Manolas (ex Roma). Restando sempre in casa Napoli, finora De Laurentiis è riuscito a trattenere Koulibaly, autentico pezzo pregiato, anche se il mercato è ancora lungo. Per il momento, comunque, un’accoppiata del genere blinda la difesa napoletana in modo quasi impenetrabile. E la Juventus? Anche lei si guarda intorno: pare infatti che sia vicina a chiudere l’acquisto del giovane difensore De Ligt, provenienza Ajax e costo non da saldi (circa 70 milioni di euro).

Un approfondimento su Juve e forza difensiva
Tanti parlano di Ronaldo, di Dybala, di Mandzukic e dei tanti fenomeni che la Juve ospita (e ospiterà) a centrocampo. Quest’anno, poi, la Vecchia Signora ha già messo a segno due colpi del calibro di Ramsey e di Rabiot (entrambi svincolati). Però la vera forza della Juve, da anni e non da ieri, è stata la retroguardia. Per tanto tempo la BBC ha retto l’enorme potenziale bianconero, con Barzagli, Bonucci e Chiellini che erano sempre pronti a battagliare per coprire le falle di una formazione votata più all’offesa che alla difesa. Ovviamente non è andata sempre bene, e i fallimenti in Champions lo dimostrano, però è indubbio che in Italia puntare su una retroguardia rocciosa paghi sempre e comunque. È chiaro che non si tratta dell’uovo di Colombo: sono anni che lo scudetto lo vince chi prende meno gol degli altri, a costo di sacrificare lo spettacolo. Basti pensare a due esempi come Roma e Napoli, negli anni passati autori del miglior calcio in Italia, ma arrivati sempre ad anni luce dalla Juve campione.

Forse quest’anno le cose cambieranno, forse no. Ciò che è certo, è che le big stanno pensando più a non prenderle che a darle.