Il cantiere della Tea Pak. Sotto, la posa della prima pietra

Imola. Un nome che è una garanzia per Imola, quello di Andrea Costa, managing director di TeaPak, un tocco orientale indiano con i dirigenti del Gruppo Yogi Tea arrivati in via Bicocca tutti con il caratteristico turbante bianco e la Cefla, storica coop imolese in veste di general contractor, ossia come referente generale per l’intero progetto: dall’edificazione degli stabilimenti (con la direzione del cantiere e la supervisione dei lavori che saranno eseguiti da Cims e Cti) alla progettazione e installazione di impianti di ultima generazione per la fornitura di energia elettrica, meccanica, trattamento aria, distribuzione acqua e impianti speciali antincendio.

Il tutto, nel giorno della posa della prima pietra a lavori iniziati in un grande cantiere con gru e pilastri già fissati, condito da un entusiasmo contagioso di una parte dei dipendenti e non solo trascinato da Costa: “Oggi, 5 luglio, è il giorno della vostra festa, proveremo a far durare per sempre questo stabilimento grazie pure alla Yogi Tea che produce 38 bustine al secondo per il mondo. Siamo diversi e ciò è una ricchezza visto che c’è collaborazione. La TeaPak insieme alla Yogi Tea, multinazionale e leader mondiale delle tisane biologiche e ayurvediche, hanno messo definitivamente le radici a Imola prima acquistando il terreno da Cti e ora, a distanza di otto mesi, siamo giunti alla posa della prima pietra del nostro nuovo stabilimento produttivo. La nostra missione è continuare a creare benessere con i prodotti che produciamo e vendiamo in tutto il mondo ma anche benessere per i nostri ragazzi, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile. Abbiamo anche deciso di donare una parte del nostro tempo gratuitamente alla Caritas e ad altre associazioni”.

E subito tocca al vescovo monsignor Tommaso Ghirelli dare una benedizione ed esprimere gratitudine per la beneficenza.

Come ricorda Costa “abbiamo iniziato i lavori con la precedente Amministrazione e ringraziamo l’ex assessore Pierangelo Raffini (presente con Amilcare Renzi di Confartigianato, ndr) che ci ha aiutato e abbiamo continuato con l’attuale giunta che non si è certamente tirata indietro”. Il vicesindaco Patrik Cavina prende la parola sottolineando che “l’ampliamento della Tea pak in città è molto importante ed è nostra intenzione proteggere e aiutare l’azienda. Buon lavoro pure alla Cefla”.

Tocca quindi al presidente della Cefla. “Noi, in qualità di general contractor non siamo al nostro debutto avendo già ricevuto altri importanti incarichi, come ad esempio la riqualificazione della centrale di cogenerazione del quartiere Tor di Valle, a Roma, per conto di Acea in partnership con General Electrics – dichiara il presidente Gianmaria Balducci -. Oggi lavoriamo sul territorio in cui la nostra cooperativa è nata nel 1932 e crediamo sia importante essere il punto di riferimento per unire le migliori competenze locali e, nel contempo, offrire la nostra competenza tecnica, soprattutto in ambito impiantistico, e quella solidità finanziaria necessari per garantire il rispetto qualitativo dell’investitore che, come noto, è un importante brand internazionale”.

Ed ecco un po’ di numeri. Il nuovo stabilimento produttivo di TeaPak, azienda imolese che dal 2001 è la sede europea per la miscelazione, l’imbustamento e l’impacchettamento delle tisane prodotte a marchio Yogi Tea, multinazionale con sedi direzionali negli Stati Uniti e in Germania, avrà uno sviluppo, in questa prima fase, di 12mila metri quadrati suddivisi in tre zone (produttiva, uffici e impiantistica) e in aree esterne per la viabilità. L’investimento totale è stimato in 25 milioni di euro, per gli edifici, l’impiantistica e l’installazione di macchine industriali d’avanguardia tutte provenienti dalla nostra Packaging Valley. La nuova sede permetterà, nella prima fase, un raddoppio dell’attuale produzione, che nel 2018 ha superato i 40 milioni di confezioni, con 578 milioni di bustine. Una volta arrivati a pieno regime si prevede di poter quadruplicare la capacità produttiva.

Poi il taglio della gigantesca torta, salata con lancio di coriandoli e “hip hip hurrà”.

(m.m.)