Bologna. Su queste pagine abbiamo parlato di un grave episodio di intimidazione nei confronti di alcuni lavoratori all’Interporto, ma non si trattava di un caso isolato e la Cgil ha voluto fare il punto della situazione chiamando a confronto chi in quell’are ha delle responsabilità, a partire dalla società pubblica che ha in mano la struttura

Ci sono ancora seri problemi di legalità, ha ricordato il segretario della Filt (lavoratori dei trasporti) Andrea Matteuzzi e fra i fattori di fragilità c’è sicuramente il meccanismo degli appalti che ha dato vita ad un vorticoso giro di aziende che si alternano nei lavori, che nascono e muoiono rapidamente e che usano di frequente manodopera straniera, la più facile da controllare.

Perché allora non chiedere a chi subentra in un appalto se ha le carte in regola per gestire determinati lavori. Stiamo poi parlando di una struttura che è la più importante d’Italia e una delle principali a livello europeo. Ora nuove proposte sono state messe sul tavolo e si tratterà di vedere se saranno in grado di arrivare ad una positiva conclusione.

A margine dell’incontro abbiamo parlato con Carlo Parente, funzionario Filt che ci aveva illustrato uno dei casi di pesante intervento sui lavoratori e per il quale era stato chiesto un confronto  con le società coinvolte (Fercam prima di tutte). All’incontro, che si è svolto alla presenza dell’assessore al Lavoro del Comune di Bologna, Marco Lombardo, “con noi erano presenti alcuni dei lavoratori che avevano subito le prepotenze e che ci avevano spinto a chiedere l’incontro.”

E quali risultati avete raggiunto?
“Le aziende non hanno negato i fatti, era impossibile negare l’evidenza, ma non c’è stata la volontà chiara di far fronte a questi problemi. Ci dicono che per queste situazioni c’è la forza pubblica e l’autorità giudiziaria e tendono a chiamarsi fuori dalla discussione. E’chiaro che noi seguiremo anche quella strada, ma come sindacato dobbiamo dare ai lavoratori risposte più rapide. E’vero comunque che, anche su sollecitazione dell’assessore Lombardo, la società Interporto farà la propria parte per garantire la legalità nei posti di lavoro e abbiamo ricordato che anche le aziende devono fare la loro parte. Ci rivedremo, a breve, in sede Fercam per discutere la situazione occupazionale di diversi lavoratori, perché per noi è chiaro che una soluzione positiva darebbe ai dipendenti maggiot forza per respingere provocazioni e minacce”.

(m.z.)