Imola. “Costruire insieme il futuro”, report giunto alla sua seconda edizione, ha raggiunto importanti risultati: nella sola area imolese farmaci avviati al riuso per un valore complessivo di 95 mila euro, oltre 5.000 studenti coinvolti nei progetti di educazione ambientale, 15mila euro vinti dalle scuole imolesi per la digitalizzazione degli istituti.

Il cambiamento? Insieme viene meglio. Con questa filosofia il Gruppo Hera continua a investire in tante iniziative per fare squadra con cittadini e società civile e mettere così le persone nelle condizioni di fare davvero la differenza, in prima persona, a favore del proprio territorio, nell’interesse dell’ambiente e delle generazioni future.

I progetti in campo ai quali partecipare sono ben 15 e rendicontati nel report, disponibile anche agli sportelli clienti e online. Le iniziative vanno dalla riforestazione urbana alla digitalizzazione delle scuole, dal consumo responsabile di acqua ed energia all’incremento della raccolta differenziata, dal decoro degli spazi pubblici al riuso di beni ancora in buono stato, con benefici anche per le tante onlus attive sui territori serviti, senza dimenticare la promozione dell’inclusione sociale e della parità fra i generi.

Realizzato per raccontare i risultati raggiunti sino ad oggi, il report è utile anche per capire cosa fare da qui in avanti. Per ciascun territorio servito, infatti, accanto ai risultati dei progetti attivi sono indicate le modalità con le quali è possibile parteciparvi in prima persona.

Qualche esempio
Nel solo 2018 nell’area di Imola-Faenza sono stati avviati a recupero circa 500 ingombranti ancora in buono stato, per un peso totale di 11 tonnellate: chi volesse dare il proprio contributo può andare su www.gruppohera.it/cambiailfinale e rivolgersi a una delle onlus indicate, che provvederà gratuitamente al ritiro degli ingombranti che il cittadino vuole donare.

Nell’arco del 2018 oltre 7.600 studenti delle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado del faentino e dell’imolese sono stati coinvolti dai progetti di educazione ambientale del Gruppo, che hanno interessato 105 istituti e visto la partecipazione di 626 insegnanti.

A Imola 4.250 studenti delle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado del circondario imolese sono stati coinvolti nella “Grande macchina del mondo”, il progetto di educazione ambientale promosso dal Gruppo, che ha interessato 62 scuole e 205 classi. Nella sola Imola sono state 94 le classi coinvolte per un totale di oltre 2.100 studenti.
A questi numeri si aggiungono gli 825 studenti di tre istituti superiori imolesi che hanno partecipato alle attività del “Pozzo di scienza”, insieme a 66 insegnanti.

Per quanto riguarda le scuole superiori del solo territorio di Faenza, inoltre, ai progetti hanno preso parte 1.325 studenti, 4 istituti e 106 insegnanti. All’inizio di ogni anno scolastico, vengono riaperte le iscrizioni, così insegnanti e ragazzi possono puntualmente avvalersi di un’articolata offerta didattica, forte di un confronto costante con docenti, educatori e studenti.

Nell’ambito della “Grande macchina del mondo”, gli studenti di tutti i Comuni del Circondario, 10.000 solo a Imola, sono stati coinvolti anche nell’attività Differenzia la tua scuola, che promuove la raccolta differenziata in classe.
Nel 2018, inoltre, con il progetto “Digi e lode” lanciato da Hera, grazie al coinvolgimento delle famiglie le scuole imolesi si sono aggiudicate 15.000 euro da destinati a progetti per la digitalizzazione scolastica.

Interessanti anche i risultati del progetto FarmacoAmico che a livello locale coinvolge i comuni di Imola, Medicina e Castel San Pietro Terme. Nel 2018, grazie alla collaborazione con “Last minute market” e le onlus del territorio, l’iniziativa ha permesso di avviare al riuso in quest’area 7.500 confezioni di farmaci non ancora scaduti, per un valore complessivo di oltre 95 mila euro: chi desidera contribuire può portare i propri farmaci alla farmacia più vicina che aderisce al progetto, alimentando così economia circolare e inclusione sociale. Nel faentino sono 3.500 le confezioni di farmaci non ancora scaduti, per un valore complessivo di 44.500 euro.

Tra gli altri progetti che la multiutilty ha pensato per i cittadini dei territori serviti ricordiamo il successo della App “Il Rifiutologo”, che nel 2018 ha sfiorato i 260 mila download. Con questo strumento è possibile verificare in ogni momento le corrette modalità di conferimento dei rifiuti nel proprio comune ed effettuare segnalazioni a Hera su abbandoni, cassonetti da vuotare o sostituire e, più in generale, decoro degli spazi pubblici. Solo nei primi cinque mesi del 2019, ulteriori 2.700 imolesi hanno cominciato a usare “Il Rifiutologo”, servendosene complessivamente in più di 8.700 occasioni. A Faenza ulteriori 1.600 cittadsini hanno cominciato a usare Il Rifiutologo, servendosene complessivamente in più di 7.200 occasioni.

Le tante iniziative a cui le persone possono contribuire direttamente, raccontano un impegno del Gruppo Hera che parte da lontano per il loro coinvolgimento, fondamentale per vincere sfide decisive come quelle legate alla riduzione dei rifiuti, al risparmio energetico e alla tutela delle risorse naturali, che non possono essere affrontate in ordine sparso.

Ecco perché il report, ultimo nato della collana dedicata dalla multiutility alle attività di rendicontazione, collega i tanti obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica perseguiti dal Gruppo al coinvolgimento di un’ampia platea di soggetti, che include non soltanto i clienti di Hera e i privati cittadini ma anche rappresentanti delle comunità locali, scuole, studenti, insegnanti, onlus, case circondariali, farmacie e aziende, senza dimenticare gli stessi lavoratori della multiutility, le cui mense del solo imolese nel 2018 hanno donato alle onlus del territorio 658 pasti completi, a riduzione dello spreco e incremento dell’inclusione sociale.

“L’economia circolare ci impone di chiudere il cerchio – afferma Stefano Venier, amministratore delegato del Gruppo Hera – ma per raggiungere obiettivi tanto importanti il cerchio dobbiamo soprattutto allargarlo, facendo sì che possano rientrarvi tutti i soggetti presenti nel tessuto sociale delle nostre comunità. Che si tratti di privati cittadini o di realtà del terzo settore, la logica dev’essere sempre la stessa: agire insieme, fare squadra, moltiplicare le forze. Con questo report Hera intende dunque confermare il proprio ruolo abilitante, impiegando le proprie risorse e competenze per valorizzare fino in fondo l’impegno di chiunque, a casa e nei comportamenti di ogni giorno, voglia spendersi per contribuire a gettare le basi di un futuro sempre più sostenibile, resiliente e inclusivo”.