Imola. Sulla Bretella, nella discussione in consiglio comunale il 9 luglio sul Documento unico programmatico (Dup), l’assessore all’Urbanistica Massimiliano Minorchio si è ancora una volta barcamenato. Prima ha subito l’attacco del consigliere comunale del Pd Fabrizio Castellari che, ironicamente ha messo in positivo “il suo ravvedimento e il ritorno sui propri passi anche se si è perso un anno”. Poi c’è stato il capogruppo di Patto per Imola Giuseppe Palazzolo che ha espresso seri dubbi sul fatto “che la Bretella sarà terminata con una corsia per senso di marcia visto che la spesa prevista è sempre di 14 milioni di euro e che non si sa quante risorse la Regione in cambio metterà a disposizione per realizzare il Ponte sul Santerno dalla parte di Faenza. Al momento, sono solo parole”. Intanto, dai banchi del Movimento 5 stelle a parte Fabiano Cavina e Simone Righini, solamente tanto silenzio.

Quindi Minorchio ha sostenuto che “la Via (Valutazione di impatto ambientale) attuale prevede la Bretella a una corsia per ogni senso di marcia e il flusso di traffico sarebbe assorbito. Ne servirebbe un’altra, diVia, per avere due corsie per ogni senso di marcia. Resta il problema di non perdere il contributo regionale di tre milioni di euro per le due rotonde previste e di cercare il co-finanziamento del Ponte sul Santerno. Infine, non sono ancora arrivati i fondi previsti dalla Società Autostrade. E se si facesse la strada in trincea, ci sarebbe la possibilità di trovare una falda acquifera e di dover fermare i lavori. Intanto è stato anticipato a quest’anno uno studio di fattibilità per comprendere gli esatti costi del ponte sul Santerno”.

Minorchio ha pure affermato che saranno eseguiti dei lavori di riqualificazione su palazzo Calderini che sarà adibito per gli uffici comunali dell’Urbanistica che ora sono in via Cogne dove si trasferirà Area Blu. La consigliera del Pd Daniela Spadoni gli ha ricordato che “fu approvata nel 2014 una mozione, con i voti  favorevoli del Movimento 5 stelle allora all’opposizione, che indicava palazzo Calderini come il luogo per il ritorno della sede distaccata del Tribunale di Bologna. Ne servirebbe almeno un’altra di segno contrario per fare ciò che oggi intende fare la giunta”.

Il Dup è stato infine approvato con i voti favorevoli del Movimento 5 stelle, quelli contrari di Pd, Patto per Imola e Lega e l’astensione di Carmela Cappello, capogruppo di Imola guarda avanti.

(m.m.)