Imola. Due argomenti stanno scuotendo le fragili spalle del  Circondario. Il primo è prettamente di natura sindacale visto che il 10 luglio, si è svolta nella Camera del Lavoro l’assemblea unitaria dei lavoratori dei Comuni del Circondario Imolese (ad esclusione di Medicina) e del Nuovo Circondario Imolese per discutere del blocco della contrattazione integrativa, che in questi mesi ha prodotto ricadute negative, sia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro sia del salario accessorio erogato ai lavoratori.

L’assemblea all’unanimità ha condiviso con le Rappresentanze sindacali la necessità di mettere in campo  un’azione forte che si concretizza nell’attivazione dello stato di agitazione, primo passo di un percorso che potrà portare a iniziative di mobilitazione e di sciopero.

Ma i sindacati, in particolare Maurizio Serra per la Fp-Cgil, Kenvin Ponzuoli per la Cisl Fp, Giuseppe Rago per la Uil Fpl, Olivetta Dall’Olmo e Marina Giambi per il Csa, segnalano “anche la scelta, votata positivamente dal consiglio comunale di Imola, di ritirare i servizi finanziari, economato e controllo di gestione precedentemente conferiti al Nuovo Circondario senza alcuna forma di confronto con le organizzazioni sindacali”.

Su tale secondo tema l’Amministrazione comunale di Imola tenta di stoppare sul nascere la protesta dei sindacati impegnandosi ad avviare il prima possibile il confronto con le organizzazioni sindacali relativamente agli aspetti legati alla re-internalizzazione del personale all’interno del Comune di Imola.

Infatti la convenzione per il conferimento al Nuovo Circondario Imolese del Servizio Finanziario, Economato, Controllo di Gestione era stata approvata dal consiglio comunale, con una propria delibera, fu assunta nella seduta del 22 dicembre 2014 quando il sindaco era l’ora senatore del Pd Daniele Manca.

La decisione dell’attuale Amministrazione comunale pentastellata di uscire dalla suddetta convenzione, che è svolta in forma associata da Imola con i Comuni di Castel Guelfo, Mordano e Castel del Rio, “nasce  dalla volontà di tutelare maggiormente il Comune di Imola, che è in grado di gestire in modo autonomo i suddetti servizi, che sono molto importanti per il buon funzionamento della ‘macchina comunale’. Nella  situazione attuale, invece, la gestione associata è fonte di spese rilevanti per il bilancio del Comune di  Imola, a fronte di una qualità dei servizi ricevuti carente, fino a farli risultare poco efficienti, in termini di operatività e tempestività. A questo proposito va detto che il Comune di Imola è quello con il maggior numero di abitanti del Nuovo Circondario Imolese e, di conseguenza, sostiene la maggior parte dei costi per la gestione dei servizi associati, pari complessivamente a 6 milioni e 783 mila euro, di cui 1 milioni e 110 mila euro per il Servizio Finanziario/Economato/Controllo. Da qui la volontà dell’Amministrazione comunale, manifestata ora, di uscire dalla gestione associata del “Servizio Finanziario / Economato /Controllo di gestione, con un preavviso di almeno sei mesi, così come previsto dalla convenzione in atto”.

Pertanto, l’Amministrazione comunale del M5s prevede di re-internalizzare, cioè riportare all’interno del Comune, la gestione diretta del Servizio Finanziario, Economato, Controllo di gestione, nonché di porre termine al trasferimento del proprio personale a suo tempo conferito o che il Nuovo Circondario Imolese ha assegnato alla gestione delle attività afferenti al Comune di Imola, a far data dal mese di gennaio 2020.