Bologna. Non è certo un bel momento per l’agricoltura italiana, ne parliamo con Cristiano Fini, presidente regionale della Cia.
A leggere i giornali o in televisione pare che l’agricoltura italiana sia un problema della Coldiretti . Come ha intenzione di agire la Cia, a livello nazionale per far emergere le sue proposte?
“L’agricoltura italiana non è un problema di Coldiretti e riteniamo che essa sia ben rappresentata dalle altre sigle sindacali. Coldiretti gioca la sua partita, dedicando parecchie risorse ed energie alla vendita diretta e all’etichettatura d’origine, il tutto supportato con molti slogan e iniziative parecchio onerose per i propri associati. Cia Agricoltori Italiani, sul fronte nazionale, interviene sui tavoli istituzionali sempre nell’interesse degli agricoltori e dei propri associati, in maniera costruttiva ed obiettiva, sempre con la serietà che la caratterizza. Abbiamo messo in campo una serie di iniziative concrete, come la proposta di modifica della legge 157 sulla caccia, iniziative legate ai problemi infrastrutturali del nostro paese e politiche economiche che valorizzino il ‘made in italy’ agroalimentare. Tutto questo viene portato sui territori con la sobrietà e la concretezza che caratterizza la nostra base sociale. A ciò va aggiunta una fitta rete di servizi estremamente utile alle imprese per aiutarle nella competitività sui mercati nazionali ed internazionali.”

Un discorso simile possiamo fare a livello regionale: Su quale progettualità, organizzativa e di gestione dei servizi, intende muoversi la Cia?
“Innanzitutto a livello regionale la situazione è ben diversa rispetto al panorama nazionale: in Emilia Romagna Cia gode di ottima visibilità, sia dal punto di vista comunicativo che sul piano della rappresentanza numerica delle aziende. Noi dedichiamo importanti risorse sulla comunicazione, su servizi altamente qualificati per soddisfare le esigenze dei nostri soci e svolgiamo un’attente azione di lobby nei confronti dei nostri stakeholders. Purtroppo, come sul livello nazionale, tutto questo lavoro non sempre riesce a difendere i redditi dei nostri associati a causa di alcune dinamiche che dipendono dall’andamento dei mercati di alcune produzioni, dalla concorrenza spietata sui prezzi da parte di alcuni Paesi e dalle avverse condizioni climatiche. L’impegno della nostra Organizzazione non è mai mancato e mai verrà meno perchè riteniamo che gli agricoltori meritino più di quanto ricevono, soprattutto in Emilia Romagna, terra ricca di eccellenze agroalimentari che non ha eguali al mondo.”

Chi è Cristiano Fini
Cristiano Fini, imprenditore agricolo di 47 anni, conduce un’azienda di 15 ettari investiti a vigneto biologico a Castelfranco Emilia. Ha guidato la Cia di Modena per 8 anni ed ha coordinato per due anni Agrinsieme Modena. Fa parte del Consiglio di amministrazione di Cantine Riunite Civ ed è stao membro della Giunta Camerale di Modena. In passato è stato amministratore del Consorzio di Bonifica Reno Palata.

(a cura di m.z.)