Imola. Arpae non molla la presa sul rumore e mette – di nuovo – in mora il Comune per ottenere i dati del sistema di monitoraggio dell’autodromo. “Alla luce di quanto sopra – si legge nella raccomandata inviata a piazza Matteotti – si propone a codesta amministrazione l’emissione di ordinanza sindacale, diffida o altro atto prescrittivo ritenuto idoneo allo scopo, affinché Formula Imola Spa trasmetta al comune, Arpae e Ausl, entro 7 giorni dalla data di notifica, la seguente documentazione per i mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio”.

La documentazione a cui Arpae si riferisce è una relazione tecnica firmata da tecnico competente in acustica ambientale con allegati i dati delle centraline di monitoraggio. Compresa la tanto discussa postazione n. 7 di via dei Colli.

La raccomandata consegue alla richiesta del giugno scorso del Comune di ottenere precisazioni alla domanda “ai sensi di quale normativa è stato richiesto di emettere ordinanza sindacale?“. Richiesta di approfondimento che appare alquanto irrituale. La normativa è senza alcun dubbio chiarissima nell’attribuire all’ente locale – precisamente al sindaco – la competenza di emettere ordinanze in tali situazioni. Tanto che Arpae risponde con parole nettissime e inequivoche: “Ne consegue pertanto che qualora il Comune sia messo conoscenza che il gestore dell’autodromo non ottempera alle disposizioni del D.p.r. 304/2001, come nel caso in questione, non avendo Formula Imola reso disponibili parte dei dati acustici rilevati dal sistema di monitoraggio delle emissioni sonore prodotte dalle attività motoristiche, ha la prerogativa, su proposta di Arpae, di esercitare il proprio ruolo di autorità competente in materia di inquinamento acustico negli ambienti di vita e nell’ambiente esterno, mediante ordinanza sindacale, diffida o altro provvedimento prescrittivo che ritenga utile adottare, al fine di ricondurre la gestione del sistema di monitoraggio dell’autodromo stesso nel rispetto di quanto previsto dalla specifica normativa di settore”.

In altre parole quasi un “atto di accusa” che mette di fronte alle proprie responsabilità  sia il Comune che Formula Imola. Soggetti – il primo – con le prerogative necessarie e stabilite dalla legge per potere esigere (oltretutto Formula Imola è una società pubblica al 100%, ndr) dal gestore dell’autodromo che i dati sulla rumorosità vengano forniti senza ritardo. La seconda con la responsabilità, secondo Arpae, di non gestire conformemente “alla specifica normativa di settore” il sistema di monitoraggio della rumorosità.

Stralcio ordinanza dr. Manunta autodromo di Monza

La vicenda dei dati sulla rumorosità dell’autodromo comincia ad assumere una valenza che va oltre la mera sfera amministrativa. Mai, in passato, si era assistito a una contrapposizione così forte, non nei toni ma nella sostanza, fra Arpae e Ausl e il Comune. Gli enti di tutela della salute e dell’ambiente stanno rendendo palese quello che, da tempo, comitati e cittadini affermano a gran voce: l’attività dell’autodromo non può prescindere dalla piena e oggettiva linearità rispetto alle norme. Non si può insinuare anche solo il sospetto che le leggi vengano “stiracchiate”. Si tratta, in fin dei conti, di una mera attività commerciale e, come tale, attività che segue – non precede – il rispetto del bene primario della salute e della qualità della vita. Come ebbe a scrivere nel 2005 in una illuminata ordinanza il giudice che si pronunciò sul caso dell’autodromo di Monza.

Ne vedremo certamente delle belle, basta attendere.

(Verner Moreno)