Spett. redazione,
ci risiamo! Un anno fa, precisamente il 21 luglio 2018 si è tenuto il primo gay pride ad Imola, molti si ricorderanno che in piazza Matteotti una manifestante col megafono bestemmiò e furono insultate le Forze dell’ordine, qualche giorno dopo fu pubblicato un comunicato stampa da parte di Andrea Ferri, portavoce della Diocesi di Imola scrivendo che “La Diocesi di Imola deplora con forza il comportamento di chi in nome della libertà calpesta la libertà degli altri, offendendoli nelle loro convinzioni più profonde.” Fece seguito a quel triste episodio, la domenica successiva, una santa messa di riparazione nella chiesa del Suffragio di Imola, celebrata da don Giuseppe Giacomelli.

Il Popolo della Famiglia che basa il suo programma politico sul compendio della Dottrina sociale della chiesa, si pone come baluardo a difesa della Famiglia ponendo al centro la tutela dei figli che hanno il diritto di avere una mamma e un papà e difendendoli da chi vorrebbe una legge che azzittisca chiunque voglia affermare questa verità. Proprio in questi giorni si gioca infatti una partita cruciale a livello politico in Regione Emilia Romagna dove entro la fine di questo mese, è pervista la votazione della legge contro la omotransnegatività promossa da Pd e M5s.

Il circolo Popolo della Famiglia di Imola e Medicina sarà accanto alla diocesi col suo nuovo vescovo Giovanni Mosciatti, tutte le componenti della realtà cristiana imolese e della società politica e civile, come lo furono un anno fa, a ribadire la libertà di dissentire rispetto a chi vuole demolire la famiglia in cambio di fantomatici diritti civili ma che di civile non hanno proprio nulla.

(Marco Dall’Olio. presidente del circolo Popolo della Famiglia di Imola e Medicina)