Imola. Il nuovo sistema della raccolta dei rifiuti “porta a porta” in centro storico non è certamente partito bene anche perché l’informazione, non sempre corretta, è stata eseguita quando molte persone erano già in ferie. Così le cose sono peggiorate di giorno in giorno.

 

 

L’attacco di Fabrizio Castellari, Pd
Lo fa notare il consigliere comunale del Pd Fabrizio Castellari: “Certamente l’inciviltà non è mai giustificabile, ma sabato e domenica il centro storico si presentava come mai si era visto da molto tempo. Ed è difficile pensare che tutti i residenti abbiano perso ogni senso civico in una notte. Il sistema di raccolta Porta a Porta (PAP), il mito della sindaca Manuela Sangiorgi e dell’assessore Andrea Longhi, è partito nel peggiore dei modi, con i cassonetti vecchi e nuovi stracolmi e tutti circondati da ammucchiate di rifiuti. Uno schifo e un tanfo che fin dalla serata di sabato si sono fatti insopportabili in molti angoli del centro. Nelle foto allegate, ecco come si presentava il ‘salotto buono’ nella versione Porta a Porta. Due considerazioni. La prima è che il Porta a Porta, ovunque attuato in Romagna e in Italia, costa molto di più e funziona molto peggio. A Imola, per la cronaca, 200mila euro soltanto di nuovi costi fissi d’avvio. La seconda è che la sperimentazione e l’avvio nel mese di luglio – quando molti cittadini sono lontani e la temperatura è generosa – sono quanto di peggio si potesse scegliere come tempi d’avvio. E non occorre un genio a capirlo. Insomma, non ci resta che attendere e sperare che migliori”.

La risposta dell’Amministrazione comunale
La risposta dell’Amministrazione comunale pentastellata è arrivata a stretto giro di posta: “E’ sufficiente visionare qualche scatto fotografico delle criticità della raccolta differenziata dei rifiuti per accorgersi che, come spesso accade, lo scarso senso civico di alcuni danneggia la sensibilità e l’attenzione di molti. La maggior parte della cittadinanza, infatti, ha percepito con grande senso di responsabilità l’importanza di differenziare la raccolta dei rifiuti per tutelare l’ambiente nel quale viviamo tutti noi e che lasceremo in eredità ai nostri figli. Cassonetti dell’organico dai quali spuntano sacchi di indifferenziata o lattine di bibite sono un cattivo esempio di applicazione di quelle che dovrebbero essere le normali norme comportamentali della tematica. L’abbandono di sacchi al di fuori dei contenitori non è colpa né del Comune né del gestore ma di tutti coloro che, privi di senso civico, continuano a, differenza della maggior parte dei cittadini, ad infischiarsene delle regole, qualsiasi esse siano. Come per tutte le novità, occorre un tempo fisiologico per andare a pieno regime così come la mentalità delle persone necessita, sovente, di un lasso di tempo per modificare un automatismo consolidato nel tempo. Da recenti analisi merceologiche svolte da Hera sull’introduzione dei rifiuti nel cassonetto dell’indifferenziata è risultato, infatti, che soltanto il 5% dei rifiuti era nel bidone corretto mentre il restante 95% poteva essere differenziato ed introdotto negli appositi contenitori. Incentivare una corretta politica di smaltimento rifiuti dissuadendo i pochi civili incuranti del proprio avvenire dovrebbe essere il più naturale dei compiti di ognuno di noi, consiglieri comunali compresi. Scegliere di puntare su sterili polemiche concentrandosi, per esempio, sulle tempistiche di avvio della sperimentazione è un esercizio tanto banale quanto di poca utilità alla comunità. L’intento è quello di favorire sempre il miglioramento di una condizione in tutte le sue sfaccettature ed anche in questo caso il consigliere Castellari generalizza senza documentarsi dimenticando che esistono molti esempi virtuosi del sistema Porta a Porta (vedi la vicina Carpi) che hanno conseguito sensibili benefici a livello di impatto ambientale e nella conseguente riduzione della tassazione tematica”.

Il centro storico è una zona molto sensibile da toccare perché vi abitano molte persone anziane ed è frequentato purtroppo da alcuni vagabondi. Maggiore attenzione e meno fretta sarebbero state utili.

La nota di Hera
Da parte sua il gestore fa notare che, “nonostante in questi casi Hera intervenga non appena possibile, la prima misura per garantire il decoro della città è che tutti mettano in atto comportamenti responsabili, evitando che simili episodi avvengano: quindi differenziare bene, esporre in maniera corretta e ai giusti orari i propri rifiuti, avviare i rifiuti al corretto smaltimento secondo le diverse tipologie e utilizzare correttamente i numerosi servizi che Hera mette a disposizione dei cittadini”.

D’altra parte le nuove modalità di raccolta differenziata sono state oggetto di numerose azioni informative nel corso delle ultime settimane, in particolare si ricorda che:

Indifferenziato: la frazione “residua”, quello che rimane dopo aver separato le materie differenziabili, va esposta nel bidoncino grigio, fornito da Hera, il lunedì, tra le 19 e le 24. Esso è dotato di una maniglia che, se lasciata in verticale, impedisce a cani e gatti di aprire il contenitore, dunque è consigliabile lasciala in quella posizione.

Carta e cartone: vanno esposti tra le 19 e le 24, ma del martedì. La prima va riposta negli appositi sacchi azzurri, i cartoni possono essere invece lasciati all’esterno. Si raccomanda di ripiegarli e impilarli ordinatamente, così da non generare volumi eccessivi e disordinati.

Plastica e lattine: gli imballaggi in plastica e quelli in metallo vanno esposti il mercoledì all’interno dei sacchi gialli forniti da Hera. Anche in questo caso l’orario di esposizione – limitato così da non ingombrare la strada per più tempo del necessario – va dalle 19 alle 24.

Hera ribadisce infine che “è vietato abbandonare i propri rifiuti sul suolo pubblico, anche in prossimità dei cassonetti, e che i contenitori di organico e vetro sono destinati esclusivamente a queste due frazioni: il loro uso improprio non solo rappresenta un atto illecito, ma vanifica l’impegno dei cittadini che separano correttamente i rifiuti. Inoltre, riempiendo impropriamente i contenitori, questi diventano inutilizzabili per il loro uso originario con la conseguenza che si generano ulteriori abbandoni”.