Imola. Ha cercato di uccidere con una mannaia, dopo aver bevuto probabilmente troppe bevande alcoliche, un vicino arrivando a tagliargli il collo molto vicino alla giugulare. L’uomo, Moreno Maurizi imolese di 45 anni, era già conosciuto alle forze dell’ordine per la sua indole violenta tanto che avvenne una rissa il giorno stesso del suo matrimonio.

Ora è stato arrestato dalla polizia e attualmente si trova nel carcere della “Dozza” a Bologna.

Ripercorrendo i fatti, nella notte fra il 12 e il 13 luglio, gli agenti del commissariato sono intervenuti varie volte. La prima perché Maurizi, accompagnato dalla moglie, aveva litigato per futili motivi con un vicino e la rispettiva consorte nei pressi di un bar del centro storico.

In seguito, i dissidi del Maurizi si sono ripetuti con un altro vicino sul pianerottolo del condominio dove abitava in via Puccini, in Pedagna. Il vicino della precedente discussione al bar, un imolese più o meno della stessa età, sentendo le urla esce nel tentativo di sedare la lite, ma ottiene l’effetto contrario. Maurizi non dà retta nemmeno a sua moglie che cerca di fermarne la furia con il risultato che i due rotolano a terra e lei, dalla corporatura molto minuta, deve essere portata in ospedale con alcune costole rotte. Anche in tal caso, intervengono i poliziotti.

Nel giro di pochi minuti, Maurizi probabilmente ancora alticcio e molto agitato dà fuoco con alcol e fiammifero alla porta del vicino della prima lite al bar con l’intento di farlo uscire. Per fortuna, prima che ciò avvenga, la moglie di quest’ultimo avverte il commissariato dove viene rimandata in via Puccini una volante in tutta fretta. Quando dopo pochi minuti arrivano in via Puccini, gli agenti si trovano davanti al vicino in una pozza di sangue che indica Maurizi che si era appena allontanato dopo aver agito con una mannaia sul collo del vicino. Un intervento tempestivo che quasi certamente ha evitato il peggio perché il taglio era arrivato proprio nei pressi della giugulare. La vittima se la caverà con dieci giorni di prognosi.

Maurizi, invece, grazie anche all’intervento sollecito del pubblico ministero Nicola Scalabrini e del gip Gianluca Petragnani Gelosi, per ora resta in carcere.